
Uscire in barca all’alba e ritrovarsi in mare avvolti da una fittissima nebbia è una situazione assolutamente insolita per una città come Siracusa, che i due diportisti, protagonisti dell’avventura, non potevano certo prevedere.
Invece, oggi la cosiddetta “lupa di mare” la prima donna dell’alba siracusana, “inghiottendo” palazzi, strade e monumenti e, come nel caso di cui ci stiamo occupando, anche barche e diportisti.
I due malcapitati, rendendosi conto di essere in difficoltà, impossibilitati ad orientarsi, hanno lanciato l’allarme con una telefonata alla sala operativa della Capitaneria di Porto che ha, subito, inviato in loro soccorso la Motovedetta CP 764.
Le ricerche hanno avuto buon esito e, in breve, l’imbarcazione è stata individuata e ricondotta in porto. Nessuna conseguenza, a parte un po’ di disorientamento, per le due persone a bordo.

La “lupa di mare” è un fenomeno, in verità non tanto straordinario, che si manifesta in primavera, a causa di una massa di aria calda che, scorrendo sulla superficie marina, al contatto con la temperatura fredda dell’acqua, genera la nebbia.
Il fenomeno è, infatti, particolarmente visibile sui litorali siciliani in quanto più vicini al continente africano, da dove sale la massa di aria calda.
Un risveglio insolito, comunque, non solo per i siracusani ma anche per la vicina Catania dove la “lupa di mare” ha creato qualche disagio anche alla navigazione aerea e otto voli in arrivo all’aeroporto “Bellini” di Fontanarossa, sono stati dirottati a Comiso e Palermo.
(fotocopertina: la “lupa di mare” sulla Mazzarrona)
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