Ragusa. Problemi di trasporto per un disabile, impossibile spostarsi da Marina domenica sera

Metti una domenica sera, metti un ragazzo con disabilità che abita a Marina di Ragusa e che viene invitato ad un evento a Ragusa, ma non ha l’auto propria con la pedana. Che succede? Assolutamente nulla, perché quel ragazzo è costretto a restarsene a casa ed a disertare l’evento.

Purtroppo, parliamo di un episodio realmente accaduto, domenica 16 aprile intorno alle ore 19.30, ad un 33enne costretto a vivere ed a muoversi su una sedia a rotelle, che non ha potuto fare affidamento nemmeno sul mezzo di trasporto pubblico per i disabili, perché gli è stato risposto che, a quell’ora di domenica, il bus attrezzato con la pedana non scende fino a Marina.

Una situazione assurda, che penalizza la fascia più fragile della popolazione, nel nostro caso Giovanni Gulino, al quale madre natura ha giocato un brutto scherzo, un ragazzo attivo, dinamico, intelligente, che compone sonetti ma che, per sua sfortuna, ha problemi oggettivi di mobilità.

Un cittadino che meriterebbe maggiore attenzione e sensibilità da parte delle istituzioni e che, invece, si ritrova a doversi privare di una importante occasione di socializzazione, quale la partecipazione ad un evento pubblico, a causa di un problema tutt’altro che insormontabile.

Se pensiamo che “inclusione”, “accessibilità”, “integrazione” sono termini che vengono sbandierati in lungo ed in largo, in ogni luogo, in ogni città, viene spontaneo chiedersi come mai possano verificarsi, ancora, simili situazioni!

 Eppure basterebbe poco per rendere la vita meno complicata al protagonista della vicenda ed a tutte quelle persone che vivono la sua stessa condizione. Perché, per esempio, non si pensa ad attivare un servizio specifico a richiesta, dedicato ai disabili, in modo da agevolarne gli spostamenti e rendere loro la città più fruibile?

Un po’ come avviene, insomma, con la richiesta dell’autobotte quando c’è carenza idrica. Una proposta da mettere nell’agenda della prossima Amministrazione comunale anche se, vedere ancora di attualità un problema che, in una società evoluta e civile, non dovrebbe nemmeno esistere … merita qualche riflessione!