Precari. Gli autisti delle aziende sanitarie sul piede di guerra, rivendicano la stabilizzazione

Durante gli anni difficili della pandemia venivano osannati e definiti “angeli”, perché si occupavano di trasporti anche delicati, adesso, però, il loro destino non sembra interessare tanto alla politica regionale.

Parliamo degli operatori tecnici autisti della aziende sanitarie provinciali che, carte alla mano, sono stati dimenticati e relegati in una categoria inferiore rispetto ad altri lavoratori della sanità siciliana.

Dopo anni di servizio e di impegno costante nell’espletamento dei compiti loro affidati, si sarebbero aspettati dalla politica un bel provvedimento di stabilizzazione, così come per altri colleghi che sono passati dal precariato all’immissione in ruolo, nell’arco di pochissimo tempo.

Gli autisti, invece, … stanno a guardare e, nell’attesa che qualcuno si ricordi di loro, che si faccia chiarezza su burocrazia ed intoppi vari, vivono ancora nel limbo del precariato, con contratti a tempo determinato che, come si sa, non consentono di programmare il futuro, la famiglia, la vita.

Eppure, la politica aveva assunti impegni ben precisi anche nei loro riguardi, impegni che, fino ad oggi, sembrano essere stati disattesi.

Gli autisti non ci stanno ad essere considerati come lavoratori precari di serie B e tornano ad invocare un intervento della politica, a tutti i livelli.

Non chiedono la luna, ma solo di essere trattati come tutti coloro che sono stati stabilizzati in tempi da record, ed avere, pertanto, quella dignità lavorativa e quel riconoscimento professionale che hanno conquistato sul campo, in tutti questi anni.

A breve chiederanno di incontrare la deputazione ed i vertici del governo regionale per far sentire le proprie ragioni e far valere i loro diritti.

(foto: dalla pagina FB Asp Siracusa)

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