Cinque anni fa l’accordo con la Regione siciliana sulla parte economica e su quella normativa, funzionale a modificare la rete nefrologica per i Centri di dialisi, era a un passo dopo un lungo iter burocratico il decreto era quasi alla firma ma poi tutto si è bloccato con le nuove elezioni regionali.

In due anni e mezzo le associazioni che rappresentano gli 81 Centri nell’Isola hanno avuto numerosi incontri con l’assessorato regionale alla Sanità ma, fino ad oggi, tutto rimane al palo.
Per questo, Adip, Ads, Ascea e Arcade chiedono un incontro urgente all’assessore Giovanna Volo, denunciando quanto “lo stato in cui versano le nostre strutture dal punto di vista economico è diventato veramente insostenibile”.
“Le nostre richieste sono state sempre disattese” – sostiene il presidente di Ads, Giuseppe Verde – “non solo! L’anno scorso l’assessorato alla Sanità ha assegnato 7 milioni di euro ai laboratori analisi togliendoli al budget dei Centri di dialisi, a cui è stato poi concesso un misero 3% in più sotto forma di premialità, circa 2 milioni di euro per il biennio 2023-2024 da dividere per gli 81 centri”.
Al governo regionale si chiede la liberalizzazione dell’emodialisi e il riconoscimento di prestazioni ed esami che al momento non vengono rimborsati, come i prelievi e le terapie rifunzionali, che, invece, sono effettuate gratuitamente negli ospedali. 4 mila i pazienti che i Centri di dialisi assistono in tutta la Sicilia.
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