Creare una rete diffusa di uffici di prossimità che garantiscano ai migranti, vittime e potenziali vittime di sfruttamento lavorativo, l’accesso ai servizi e alle tutele previste dalla normativa vigente. È questo l’obiettivo del Polo sociale integrato di Catania che è stato presentato questa mattina al dipartimento di Scienze politiche dell’Università del capoluogo etneo.

Gestita dall’associazione Penelope coordinamento solidarietà sociale, in associazione (Ats) con il centro Astalli Catania Odv, la struttura è una delle nove previste su tutto il territorio siciliano, nate da un lavoro di co-progettazione tra la Regione e gli enti del terzo settore nell’ambito del progetto Su.Pr.Eme. 2 che vede la Sicilia capofila del partenariato composto da Basilicata, Calabria, Campania e Puglia e da Nova Consorzio Nazionale per l’Innovazione.
Saranno tre le sedi di contatto: una nella città capoluogo e due periferiche, a Scordia e ad Adrano. Verranno organizzate delle task force operative che garantiranno l’emersione e l’identificazione formale delle vittime, l’accompagnamento legale nei percorsi di denuncia e di regolarizzazione, l’attivazione di aiuti e doti personali a supporto della fase di emersione, l’accompagnamento all’accesso ai servizi sociali, sanitari, educativi e formativi; l’attivazione di programmi di protezione sociale, l’accompagnamento all’autonomia sociale, abitativa e lavorativa.
Alla presentazione era presente anche la Flai Cgil Sicilia, con il suo segretario Tonino Russo, il quale ha ricordato che “lo sfruttamento lavorativo non riguarda soltanto i lavoratori immigrati ma anche gli italiani”.
“Auspichiamo che dopo tutte queste iniziative a sostegno dei lavoratori più deboli” – ha detto nel suo intervento – “la Regione intervenga soprattutto sul nodo del collocamento pubblico in maniera tale da togliere potere ai caporali e alla criminalità, risolvendo anche il problema abitativo e dei trasporti di tutti i lavoratoti migranti, oltre che quello della formazione linguistica per creare condizioni migliori di integrazione”.
(foto: l’intervento del segr. gen. Flai Cgil Sicilia Tonino Russo)
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