Bisognerà aspettare la fine della settimana per avere qualche novità in merito ai pagamenti degli stipendi dei dipendenti del Libero consorzio comunale di Siracusa e, di conseguenza, la protesta scattata questa mattina con l’assemblea e l’occupazione degli uffici di via Foro Siracusano, proseguirà anche nei prossimi giorni. Per giovedì è, infatti, programmata all’assessorato regionale enti locali, la prima riunione dell’Osservatorio sui Liberi Consorzi e le aree metropolitane, alla quale parteciperanno i sindaci delle tre aree metropolitane e i commissari di tutte le ex Province. In quella sede, però, difficilmente potrà essere affrontato il “caso Siracusa”, come lo ha definito il Csa, perché si tratterà di un incontro tecnico che riguarda l’organizzazione generale dei nove enti intermedi. Venerdì, in via Roma, dovrebbe, invece, tenersi l’incontro tra il commissario straordinario ed i segretari delle sigle sindacali. Intanto, in queste ore, si starebbe tentando di aprire un dialogo con l’istituto bancario che cura la tesoreria dell’Ente, per vagliare l’eventuale fattibilità di una corsia preferenziale che permetta di recuperare qualche risorsa finanziaria e pagare, almeno, una mensilità arretrata. Ipotesi, obiettivamente, molto remota, considerato anche l’elevato numero di mutui che l’Amministrazione ha accumulato e che non sono certo stati stipulati dai vari commissari straordinari che si sono succeduti al vertice, a partire dal 2013. La vertenza, che si trascina proprio da quella data, si è acuita ulteriormente negli ultimi mesi, da quando cioè, l’Ente non è più in grado di erogare gli stipendi e pagare i fornitori. A fine giugno, infatti, i dipendenti hanno ricevuto la busta paga relativa, però, al mese di maggio. Si tratta, però, di un atto formale perché, di fatto, le somme non sono state ancora accreditate e non lo saranno chissà ancora fino a quando! E, poiché, dal silenzio che arriva sia dal fronte politico palermitano che dagli stessi vertici del’Ente, la cosa preoccupa non poco, le RSU di Cgil, Cisl, Uil e Csa, hanno proclamato lo stato di agitazione. Ai lavoratori è giunta la solidarietà di Sinistra Italiana che, in una nota a firma del senatore Francesco Campanella , senza mezzi termini “tira le orecchie” al governatore Crocetta, esortandolo ad occuparsi “di più del futuro dei dipendenti e del ripristino dei servizi di competenza delle ex province che, di fatto, non vengono più erogati da anni”, piuttosto che “progettare sgambetti a Leoluca Orlando”. La Funzione Pubblica della Cgil, con i suoi segretari provinciale e generale, rispettivamente Franco Nardi e Claudio Di Marco, punta il dito contro la politica in generale, da cui arriva “solo un assordante silenzio”. “A soffrire” – dicono – “oltre ai lavoratori, sono anche i cittadini”. I due rappresentanti sindacali sottolineano, infatti, come la manutenzione stradale sia ferma da mesi, con le strade piene di buche ed erbacce, così come quella che riguarda gli edifici che ospitano le scuole superiori, quelle cioè di competenza delle ex Province. Insomma, una situazione esplosiva da vero allarme sociale. E pensare che qualcuno, appena tre anni fa, andava in giro vantandosi di essere stato il primo ad avere abolito le Province!
