Dopo due mesi di mobilitazione, che hanno visto manifestazioni di piazza, cortei, sit-in, assemblee sindacali e tavoli tecnici, i dipendenti del Libero consorzio comunale di Siracusa hanno, finalmente, varcato lo Stretto di Messina, conquistando la ribalta nazionale e finendo in prima pagina su tutti i giornali. La notizia, che sta rimbalzando dalle prime ore dell’alba sull’etere e sulla rete internet non riguarda, però, i quasi quattro mesi senza stipendio, la gravissima crisi finanziaria dell’Ente assolutamente privo di risorse a tal punto da compromettere seriamente la riapertura delle scuole, l’assistenza ai disabili, il trasporto studenti e la stessa viabilità provinciale, con moltissime strade che rischiano la chiusura al traffico veicolare in quanto, da anni, prive di manutenzione. Evidentemente alla stampa nazionale non interessa approfondire per colpa di chi e come mai un Ente Pubblico dell’estremo sud dell’Italia, sia sull’orlo dei fallimento, con pochi spiccioli in cassa e senza prospettive future a causa di una politica regionale che, da tre anni, non riesce a varare una legge di riordino degli Enti intermedi. In termini di ascolto, fa, decisamente, più effetto gettare in pasto all’opinione pubblica un gruppo di “furbetti del cartellino” che, durante le ore di lavoro si allontanano arbitrariamente e senza permesso per dedicarsi allo shopping e così, ancora una volta, assistiamo alle solite immagini di dipendenti pubblici, nella fattispecie dell’ex Provincia di Siracusa, immortalati mentre acquistano il rossetto nel negozio dei cinesi, si recano all’ospedale a fare una radiografia o vanno a prendere il pane. Che in Italia sia in atto una strategia per ammazzare, nel nome della spending review e della lotta agli sprechi, il dipendente pubblico lo abbiamo capito da un pezzo. L’assenteismo è un fenomeno che deve essere represso e su questo non ci piove; il problema, però, è che, con queste “campagne mediatiche”, si sta tentando di convincere tutti gli italiani che la rovina del Paese e della Pubblica Amministrazione siano i “furbetti del cartellino”, sui quali si vuole fare ricadere ogni responsabilità. Così, fa più notizia il dipendente di una Pubblica Amministrazione che fa il “furbetto”, piuttosto che una Pubblica Amministrazione che si ritrova senza risorse finanziarie, che non paga i propri dipendenti da quasi quattro mesi, che è costretta a sospendere i servizi alla collettività e che è prossima al fallimento. Purtroppo, di paradossi in Italia ne abbiamo visti parecchi e non ci sarebbe da stupirsi più di tanto se anche le crisi finanziarie degli Enti Pubblici venissero attribuite … agli “assenteisti”!
(foto: alcuni dipendenti ripresi dalle immagini della Guardia di Finanza di Siracusa)
