Consegnato il “Premio Corrado Cartia”. I familiari: il Comune gli dedichi una strada

premiocartiaIntitolare una strada o una piazza  della città a Corrado Cartia. Una proposta avanzata da più parti, in varie occasioni e che, adesso, ha assunto il carattere dell’ufficialità, con una formale richiesta presentata  dai familiari all’ufficio protocollo generale del Comune. La comunicazione è stata data, questo pomeriggio, nel corso della cerimonia di consegna del “Premio Corrado Cartia”,  che si è tenuta nel salone Borsellino di Palazzo Vermexio, per iniziativa del Comitato Attivisti Siracusani, rappresentato da  Salvatore Russo, con la collaborazione del prof. Luigi Amato e delle due figlie di Corrado Cartia, Loredana e Barbara. Articolato in sei sezioni, il premio è stato assegnato ad Aldo Formosa per il teatro, a Paolo Bordonali per la narrativa, ad Antonio Randazzo per l’arte, a Don Rosario Lo Bello per l’ambiente, a Fausta Di Falco per l’editoria, ed a Prospero Dente per il giornalismo. L’intenzione degli organizzatori, come auspicato da Salvatore Russo, presentando i sei premiati, è quella di fare del  “Premio Corrado Cartia” un appuntamento annuale,  allo scopo di perpetuare il nome e la figura di un personaggio che ha scritto pagine importanti nella storia del giornalismo e che, certamente, rappresenta una memoria storica della politica e, più in generale, della vita della città Siracusa. A tracciare un profilo del giornalista scomparso il 1 dicembre 2012 è stato  Aldo Formosa che, sul filo della commozione, ha raccontato alcuni aneddoti legati alle sue collaborazioni con Cartia, soprattutto nell’organizzazione di eventi su Elio Vittorini. Sottolineandone il carattere geniale e fuori dal coro, Formosa ha ricordato che è stato grazie alle pressioni esercitate da Corrado Cartia, che la Provincia regionale di Siracusa, ha acquistato lo studio della famiglia Vittorini,  attualmente ospitato all’interno della Biblioteca provinciale di via Brenta. Di Corrado Cartia studioso della famigliaVittorini ha parlato anche don Rosario Lo Bello, richiamando alla memoria quella volta quando “mi telefonò in parrocchia e mi chiese di consultare il registro degli atti di matrimonio tra Elio Vittorini e Rosina Quasimodo”. Una semplice consultazione destinata, però, a durare a lungo, visto che, come ha raccontato  con simpatia ed affetto,  il parroco di San Paolo Apostolo, “mi ha restituito quel volume solo dopo numerose telefonate”. Evidentemente, per Cartia quell’atto di matrimonio era talmente importante e prezioso, che lo ha voluto studiare attentamente e nei minimi particolari, per accrescere ancor più la sua conoscenza del Vittorini uomo. L’appuntamento adesso è per la seconda edizione del Premio che sarà celebrata alla fine del prossimo anno, nel frattempo, però, l’auspicio è che l’Amministrazione comunale di Siracusa accolga con favore la richiesta della famiglia, affinchè anche il nome di Corrado Cartia possa entrare, presto, nella toponomastica di Siracusa.

(foto: Salvatore Russo presenta i premiati)