
Una tabella del trasporto pubblico urbano Ast, indicante una fermata dell’autobus e con specificati gli orari di passaggio della linea, nella fattispecie la numero 13, ed il percorso, in una strada della periferia cittadina potrebbe essere una cosa assolutamente normale, se non fosse per due piccoli particolari che dimostrano, invece, quanto la cosa “assolutamente normale” non sia: 1) nelle strade di periferia, a Siracusa, difficilmente si trova un cartello indicante la fermata dell’autobus Ast né, tantomeno, gli orari ed i percorsi della linea (in verità, a volte, non si trova nemmeno l’autobus!); 2) l’autobus numero 13 non passa da quella strada, nella fattispecie via Lazio, … da almeno tredici anni! In realtà non ci sarebbe da stupirsi più di tanto per un semplice ed innocuo cartello in disuso, rimasto lì abbandonato e dimenticato, in quella che un tempò è stata una fermata dell’autobus, anche perché a Siracusa abbiamo di peggio! Il problema è che, proprio ieri pomeriggio, in quella “fermata Ast” c’erano due anziani turisti in attesa dell’autobus numero 13 per raggiungere piazza Archimede, così come scritto chiaro ed inconfutabile sulla tabella. Premesso che in piazza Archimede sono “secoli” che non ci sono capolinea di autobus, nel vedere due forestieri sui settant’anni, alle prese con quello che potrebbe sembrare uno sketch della storica “Scherzi a parte”, in via Lazio ad attendere un autobus che non sarebbe mai passato di là, ci siamo sentiti in dovere di intervenire. Così ci siamo avvicinati ed abbiamo spiegato loro che quella fermata della linea di trasporto pubblico Ast numero 13 non esiste più, perché venne istituita in forma sperimentale una quindicina di anni fa e cancellata dopo qualche anno, e che da quella strada l’unico pullman che passa è quello che trasporta gli atleti al vicino campo sportivo “Giorgio Di Bari” il sabato pomeriggio e la domenica mattina, quando ci sono le partite dei campionati giovanili e che, comunque, quel pullman non effettua fermate intermedie. Per farla breve, anche perché stavano per calare le tenebre e quei due anziani avevano un evidente bisogno d’aiuto, li abbiamo invitati a spostarsi un centinaio di metri più ad est, in viale Algeri e posizionarsi di fronte alla scuola col muro giallo e la ringhiera in acciaio, sul marciapiede della palazzina di colore rosa dove, all’altezza del balcone del piano terra con le persiane chiuse e il cartello “si vende”, c’è la fermata dell’autobus Ast linea numero 4 (assolutamente anonima e senza tabella!). “Lì” – abbiamo spiegato ai due malcapitati – “prima o poi un autobus passerà, poi domandate al conducente e vi saprà indicare come raggiungere piazza Archimede”. Abbiamo anche suggerito loro di provare a giocare al lotto i numeri 13 (l’autobus) e 35 (la beffa) …non si sa mai! Storie assurde, insomma, che solo in una città a forte vocazione turistica possono accadere. Quanto all’Ast, è di dominio pubblico che, da qualche tempo, presenta parecchie falle nel servizio però, se proprio non riesce a mettere tabelle e pensiline alle fermate in esercizio, quantomeno si prenda cura di fare rimuovere i cartelli dalle fermate in disuso, altrimenti al danno aggiungiamo al beffa. E questo non ci sembra corretto, soprattutto per i turisti!
(foto: la tabella che indica la fermata dell’autobus in via Lazio)
