
C’è una bomba dentro uno zaino alla banchina 5 del Porto Grande, dove è ormeggiata la nave “Le Ponant”. Più o meno questo il contenuto di una telefonata giunta stamattina alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Siracusa da parte di una Guardia particolare giurata in servizio al porto. Rassicuriamo tutti perché, in realtà, si è trattato solo di una simulazione, nell’ambito di una esercitazione di Port Security che ha preso il via proprio dal “pacco bomba sospetto”. La segnalazione ha fatto, immediatamente, scattare la procedura prevista dal Piano di Security dell’impianto portuale ITSIR-0003, relativamente al rinvenimento di pacchi o imballi sospetti all’interno dell’area ristretta di security soggetta a controllo.
L’Autorità Marittima ha acquisito l’elenco dei passeggeri della “Le Ponant”, disponendo il presidio dei varchi con personale militare e l’invio in zona della motovedetta della Guardia Costiera. L’allarme è rientrato dopo una decina di minuti, allorquando è stato chiarito che il bagaglio era stato in precedenza smarrito da un membro del personale di bordo della nave francese. Si è proseguito, poi, con la simulazione di un incendio, che ha richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Siracusa e della Motovedetta della Capitaneria di Porto. Sul posto anche un rimorchiatore dei servizi portuali (Piloti, Ormeggiatori e Barcaioli) insieme al personale della cooperativa “San Giorgio Mare”, che ha posizionato le panne antinquinamento attorno alla nave, mentre i Vigili del Fuoco hanno domato il rogo. L’esercitazione, servita per testare il livello di efficienza delle misure di sicurezza previste dal Port Facility Security Plane e dei dispositivi antinquinamento e antincendio del porto, si è conclusa positivamente, con buona pace dei turisti di passaggio, molti dei quali, in un primo momento si erano allarmati, credendo di trovarsi realmente davanti ad uno scenario tragico.
(foto: un momento dell’esercitazione)
