Giornalisti, oggi ricorre il settimo anniversario della scomparsa di Corrado (Dino) Cartia

Corrado Cartia, un nome che, probabilmente, ai giovani lettori dei giornali online dirà poco, ma che per Siracusa, e per il giornalismo siracusano, ha rappresentano per decenni un saldo punto di riferimento ed una guida per quanti hanno, poi, intrapreso la sua stessa professione. Corrado Cartia, giornalista- editore, con un passato da batterista, è venuto a mancare esattamente sette anni fa. Era, infatti, il 1 dicembre 2012 quando il suo cuore, fortemente debilitato da una broncopneumopatia ostruttiva, cessò di battere in quella che fu la sua ultima residenza terrena, cioè l’Istituto Sant’Angela Merici di Siracusa al quale, tra l’altro, Cartia ha voluto lasciare tutto il suo patrimonio librario. Come accade ogni anno, dal 2013, ci viene difficile trovare le parole per ricordare un amico, un maestro, un personaggio che ha dato tanto alla città di Siracusa in termini di iniziative anche culturali, una per tutte le “conversazioni su Elio Vittorini”, del quale era un grande cultore. Ma Corrado Cartia è ricordato per i suoi telegiornali sulle televisioni private di Siracusa e Catania, dove ha lavorato sin dai primi anni 80, dopo l’esperienza romana che lo ha visto protagonista del piccolo schermo nelle private della capitale e di alcuni programmi radiofonici di Radio Rai, oltre che della sede regionale Rai Sicilia. Il “direttore”, come veniva chiamato simpaticamente dai colleghi, “mister farfallino” come, invece, lo chiamavano affettuosamente i telespettatori, per via dei suoi originali cravattini, era l’amico della porta accanto, quello che entrava nelle nostre case e ci raccontava tutto ciò che accadeva in città ed in provincia, in tempo reale, anche se internet era ancora lontano da arrivare: la politica, la cronaca, i fatti di costume, le calamità naturali che, purtroppo, non hanno mai risparmiato la nostra provincia. Eccolo, quindi, pronto ad andare in diretta su Tvs, nei minuti immediatamente successivi al terremoto della notte del 13 dicembre 1990, o su Telemarte nel 1994, quando un lungo black out idrico stava mettendo in ginocchio l’intera città ed i lavori di riparazione del grosso guasto alla conduttura (che, paradossalmente, passava dentro un terreno privato!) andavano molto a rilento. Fu Corrado Cartia a volere le telecamere nel cantiere di via Italia, per documentare in diretta la lentezza di quei lavori che, a quel punto però, sotto l’impulso della televisione subirono una forte accelerazione e si conclusero nell’arco di qualche giorno.  Di aneddoti su Corrado Cartia ce ne sarebbero a centinaia e non basterebbe, certo, una pagina di un giornale, sia esso cartaceo o telematico per ricordarlo. A ricordarlo, nei mesi scorsi, è stata l’Amministrazione comunale che, su richiesta dei familiari sostenuti da Assostampa Siracusa, a giugno gli ha intitolato il giardino di piazza Adda che, adesso, si chiama “Parco Corrado Cartia”. Caro direttore, il prossimo giovedì 5 dicembre avresti compiuto 78 anni e ci sarebbe piaciuto averti ancora qui a festeggiare, come quel 70.mo compleanno al Sant’Angela Merici, la tua ultima festa di compleanno, dove stupisti gli amici, gli ospiti ed il personale dell’Istituto quando, impossessandoti del microfono, ti mettesti a cantare le canzoni di Fred Bongusto e Bruno Martino. Ciao direttore!

(foto: un’immagine di Corrado Cartia)