E’ calato il sipario sulla Festa di Santa Lucia. Esposizione del simulacro il 28 dicembre

Dopo la processione “sprint” del 13 dicembre, scelta dettata dal rischio pioggia (che poi si è concretizzato), ieri sera la città ha vissuto, invece, una processione “slow”, durata oltre sette ore, dalla Borgata a Piazza Duomo. Santa Lucia ha fatto rientro, dunque, nella sua Cappella in Cattedrale, dopo essersi concessa un lungo ed ininterrotto abbraccio con i suoi concittadini che, a decine di migliaia, si sono riversati su tutto il percorso. La processione del 20 dicembre, che chiude l’Ottavario, comprende due tappe, ormai entrate nella tradizione e nel cuore dei fedeli, particolarmente emozionanti e profonde: l’incontro tra Lucia e Maria, “due Donne che parlano con gli occhi”, nel sagrato del Santuario della Madonna delle Lacrime, e la visita ai ricoverati dell’ospedale “Umberto I”. Al Santuario l’omaggio dei volontari della sezione di Siracusa dell’Unitalsi, grazie ai quali i disabili hanno avuto modo di “abbracciare” a distanza ravvicinata il simulacro di Santa Lucia. Un momento di preghiera e di riflessione, con il coro dei bambini che ha omaggiato Maria e Lucia, e con il discorso di accoglienza del rettore del Santuario, don Aurelio Russo. All’Umberto I di via Testaferrata l’altra sosta per la benedizione degli ammalati e di quanti, per vari motivi, si trovano a vivere questi giorni di festa in un letto di ospedale. Anche qui, Santa Lucia ha ricevuto un omaggio da parte del direttore generale dell’Asp 8, Salvatore Lucio Ficarra. La processione ha, poi, ripreso la strada del ritorno, attraversando corso Gelone dove, i berretti verdi hanno ceduto il posto a 48 Vigili del Fuoco che hanno portato il simulacro fino alla metà del corso Umberto. Una tradizione che risale al 1990 quando cioè, a seguito del terremoto della notte di Santa Lucia, i Vigili del Fuoco, per devozione hanno voluto unirsi ai portatori.

lo spettacolo pirotecnico al ponte Umbertino

Al ponte Umbertino, l’immancabile ed atteso spettacolo pirotecnico che, per dodici minuti, ha colorato e illuminato il cielo sul porto Grande, poi il tratto finale della processione da piazza Pancali a piazza Duomo. In piazza Archimede l’ultima breve fermata davanti alla Prefettura, dove Santa Lucia ha ricevuto l’omaggio floreale del prefetto, Giuseppina Scaduto, quindi l’ultimo segmento di via Roma e l’arrivo in Cattedrale intorno alle undici. L’ultima pagina della festa si scrive all’interno del Duomo, dove gli occhi diventano ancora più lucidi ed il cuore accelera i battiti per l’emozione: accompagnato da quel toccante urlo “Sarausana jè”, il simulacro entra nella Nicchia e il Maestro di Cappella, Benedetto Ghiurmino, chiude, una ad una, le porte e Santa Lucia scompare dallo sguardo dei fedeli, che potranno riabbracciarla a maggio. A breve termine, comunque, ci sarà modo di rivederla perché la Nicchia sarà aperta nuovamente sabato 28 dicembre, per l’anniversario del terremoto di Messina del 1908. In quell’occasione avrà luogo un breve pellegrinaggio fino al Riva della Posta, per un omaggio floreale sotto l’edicola votiva. Santa Lucia sarà esposta anche a Gennaio, il 9, per l’anniversario della Dedicazione della Cattedrale avvenuta il 9 gennaio 1927, l’11 gennaio, anniversario del terremoto del 1693, e il 13 gennaio, per la commemorazione delle “Traslazioni delle reliquie” da Siracusa  a Costantinopoli e da Costantinopoli a Venezia, ed in ricordo della prima visita delle sacre spoglie a Siracusa, nel 2004.

(fotocopertina: la processione in via Testaferrata, davanti all’ospedale “Umberto I”)