Mascherine protettive? C’è chi litiga, c’è chi le snobba e … c’è chi le realizza per donarle

E fu così che le mascherine protettive, fino ad un paio di mesi fa familiari solo agli addetti ai lavori, sono diventate più preziose dell’oro, oggetto di discussione e, persino di speculazione, considerato che in parecchi, in questi giorni, stanno finendo sui giornali. C’è chi sostiene che è inutile indossarle, chi, invece, sostiene che sono indispensabili per proteggersi dal contagio del Covid-19 e chi, ancora, lascia che siano gli altri a metterle, “tanto io non sono infettato!” L’argomento, principale, insomma, in questi giorni di emergenza sanitaria nazionale, da cui scaturiscono anche litigi. più o meno accesi, sui social. E proprio su quest’ultimo aspetto, intervengono gli attivisti del Meetup di Priolo Gargallo, probabilmente indignati perché, a furia di litigare su “mascherina sì, mascherina, quale,etc.”, ci si sta dimenticando il vero problema: la corretta informazione ai cittadini.

“Perché  è vero che la mascherina ci può far sentire più protetti” – scrivono dal Meetup – “ma bisogna dire con assoluta schiettezza che la mascherina non serve a nulla se non si osservano le regole fondamentali stabilite dalle autorità istituzionali”. E qui, ancora una volta le raccomandazioni: stare a casa e uscire lo stretto necessario; lavarsi continuamente le mani e detergere bene gli ambienti; e così via. “Per questo” – prosegue la nota – “chiediamo alle istituzioni e a tutti i cittadini di stare uniti, di aiutare e sostenere psicologicamente chi è in difficoltà e condividere quelle regole che ci salveranno la vita”. Fin qui l’intervento del Meetup di Priolo Gargallo.

Le mascherine fanno discutere, si diceva, però fanno anche mettere in moto la fantasia e la solidarietà, come nel caso dell’associazione “Astrea -in memoria di Stefano Biondo” che, avendo compreso le reali dimensioni del problema e le reali esigenze della gente, ancora una volta ha mobilitato i suoi volontari. E così, armati di stoffa, carta forno, macchina da cucire e quant’altro, tutti insieme, capitanati dalla presidente Rossana La Monica, si stanno dedicando alla realizzazione delle  mascherine protettive. “Saranno in cotone, si potranno lavare e stirare per garantire maggiore igiene” – spiega Rossana La Monica – “avranno un’apertura da cui si potrà cambiare all’esigenza la carta da forno” e, soprattutto, saranno donate. Complimenti, dunque, ai volontari di “Astrea” sempre in prima linea quando si tratta di aiutare chi soffre e i meno fortunati.

(foto: repertorio internet)