
Probabilmente siamo noi che, talmente presi e preoccupati da questo “nemico invisibile” che si è presentato all’improvviso e ci ha rubato la serenità, rivoluzionando la nostra vita, ormai vediamo le cose sotto un’ottica diversa, ma leggere sul titolo di un servizio Rai, “alle 18 parte la festa da finestre e balconi”, francamente ci ha lasciati perplessi. Cosa c’è da festeggiare? Qualcuno ha vinto le elezioni? E’ finita la guerra? L’Italia ha, forse, vinto i Mondiali di calcio e quindi siamo tutti felici e contenti? O, piuttosto, l’Italia ha perso, sta perdendo e, purtroppo, perderà ancora, centinaia di suoi figli? Accettiamo, e condividiamo con piacere, questi servizi televisivi che mostrano iniziative più o meno folcloristiche, con cori dai balconi, bandiere, hashtag e chi più ne ha più ne metta, perché servono a sdrammatizzare ed a rompere le tensione, la paura ed il nervosismo di noi tutti. Però, permettete lo sfogo, dinnanzi ad una immane tragedia come quella che sta vivendo il nostro Paese, leggere “alle 18 parte la festa da finestre e balconi” ci sembra un titolo poco felice e, oltretutto, assai poco rispettoso degli oltre 2900 morti che fino ad oggi abbiamo contato e del dolore delle famiglie che hanno perso, e che stanno perdendo, i loro cari senza nemmeno avere modo di toccarli, accarezzarli e salutarli. E allora, altro che “alle 18 parte la festa da finestre e balconi”!
