
In un periodo in cui alberghi, Bed and Breakfast, camping, case vacanze e agriturismo sono chiusi per la pandemia, l’unica “struttura ricettiva” che sembra essere rimasta aperta ed attiva è la … baraccopoli di Cassibile. Come si spiegherebbe, altrimenti, l’arrivo di tanti turisti con bagaglio al seguito? La denuncia, arriva da Paolo Romano, ex presidente del Consiglio di Circoscrizione che, si rivolge al Sindaco, al Prefetto ed al Presidente della Regione. “Lo stato e le leggi esistono solo per i cittadini onesti?” domanda, ricordando che a Cassibile si è fatto morire, demolendolo, il Presepe in Cartapesta che , per oltre 30 anni, è stato il fiore all’occhiello del quartiere, facendo registrare, ogni anno, migliaia di presenze e portando il nome e le immagini di Cassibile in tutto il mondo. “Cioè” – scrive Paolo Romano – “distruggete la nostra storia e valorizzate l’abusivismo nostrano”, riferendosi proprio alla baraccopoli, di cui chiede lo smantellamento. “Noi amiamo il nostro paese” – chiarisce – “amiamo l’integrazione e la tolleranza ma vogliono il rispetto delle Leggi”. Accogliere gli immigrati, ma ospitarli fuori dal centro urbano: questa la richiesta che parte da Cassibile, insieme a quella di un maggior controllo sanitario e di ordine pubblico 24 ore su 24.
(foto: uno dei tanti arrivi degli immigrati a Cassibile. A sinistra, P. Romano)
