
E’ stata a carattere regionale la settima manifestazione delle mascherine tricolori, che sono scesi di nuovo in piazza, ieri, dal Piemonte al Friuli, dalla Liguria al Veneto, dall’Abruzzo alla Sicilia. In Sicilia il concentramento è stato in piazza Università a Catania, dove sono confluite le delegazioni di tutta la regione che hanno esposto, ancora una volta, i motivi del malcontento, ai quali si è aggiunto anche il tema degli Stati generali dell’economia , che il per il movimento rappresentano “l’ennesima truffa senza nessun mandato popolare”.
“Siamo lavoratori” – gridano – “imprenditori, disoccupati, commercianti, partite Iva, genitori. Siamo quelli che ancora aspettano la cassa integrazione, gli aiuti, i finanziamenti a fondo perduto”.
Tutte le categorie produttive, insomma, che, dopo il lockdown, si sono ritrovate in serie difficoltà nel fare ripartire le loro attività. Dicono basta agli annunci del governo, dal quale si attendono provvedimenti concreti.

“L’Italia sta affrontando una crisi economica e sociale senza precedenti, ma il peggio deve ancora arrivare. Fallimenti, povertà, milioni di disoccupati: questo è lo scenario che ci aspetta da qui a pochi mesi”.
Tra le richieste delle mascherine tricolori, la sanatoria per tutte le multe elevate durante l’emergenza sanitaria, lo stop alle tasse per le imprese per tutto il 2020, soldi a fondo perduto erogati direttamente dallo Stato senza passare per le banche, liquidità immediata per le famiglie e le fasce più deboli della popolazione.
Quanto allo stato di emergenza, infine, ”pretendiamo” – dicono – “che non venga prolungato per altri sei mesi”.
(fotocopertina: le mascherine tricolori attraversano via Etnea a Catania)
