Giornalista aggredita verbalmente da Sgarbi, solidarietà di Roberto Alosi (Cgil) a Laura Valvo

Solidarietà anche della Cgil di Siracusa alla caposervizio della redazione siracusana del quotidiano “La Sicilia”, Laura Valvo, bersaglio di un attacco verbale da parte del prof. Vittorio Sgarbi, durante l’incontro pubblico sul trasferimento della Tela dei Caravaggio.

“La libertà di stampa va difesa e garantita sempre e comunque” – scrive oggi il segretario del sindacato di viale Santa Panagia, Roberto Aloisi – “è  quantomeno discutibile che a metterla in discussione sia un rappresentante istituzionale”.

Per Alosi, le invettive contro una giornalista che fa il proprio lavoro, cioè quello di porre domande per raccontare, poi, i fatti in maniera corretta “è un inquietante segnale di inciviltà democratica a cui” – sottolinea – “la Cgil si oppone con fermezza”.

A Laura Valvo, nei giorni immediatamente successivi a quell’incontro di mercoledì 24 giugno, sono giunti messaggi di solidarietà di Assostampa, di colleghi giornalisti, di esponenti della politica locale e di tantissimi cittadini che, sui social, hanno stigmatizzato il comportamento del critico d’arte.

Ovviamente anche noi ci uniamo al coro di quanti  hanno condannato quella invettiva contro una giornalista che, in quella occasione, stava svolgendo nient’altro che il proprio lavoro, da parte di quel personaggio, frutto di costruzione mediatica  e proposto in ogni salsa quale unico depositario del sapere nel campo dell’arte, che ha fatto di questo genere di aggressività verbale, lo strumento su cui ha costruito la sua popolarità.

il critico d’arte al termine della conferenza

Legittimi, giusti e condivisi, quindi, gli attestati di solidarietà a Laura Valvo, una delle giornaliste storiche della città, donna mite, ben educata e preparata, che fa bene un lavoro che svolge da oltre 30 anni, dal 2002 giornalista professionista.

Crediamo, però, che un atto di solidarietà assai più incisivo e significativo, oltre che una “lezione di educazione”  per l’illustre ospite, sarebbe stato se tutti i giornalisti e i telecineoperatori presenti quel pomeriggio, si fossero alzati e se ne fossero andati senza intervistarlo e spiegandone, poi, i motivi ciascuno ai propri telespettatori e lettori.

Per un personaggio abituato ad alimentarsi di visibilità mediatica, forse, sarebbe stato uno schiaffo morale che avrebbe ricordato per anni.

Invece è venuto a casa nostra, ha fatto il suo solito show, ha inveito contro la vittima di turno e se ne è andato da protagonista.

(fotocopertina: un momento della conferenza al castello Maniace)