Passata la polemica sul trasferimento della Tela del Caravaggio, passata la polemica sulla presenza delle navi da crociera senza passeggeri al porto Grande, l’attenzione dei siracusani … anzi la polemica, si è spostata, adesso, sulle corsie ciclabili.

Pioggia di critiche all’indirizzo dell’Amministrazione comunale, sia da parte dei cittadini che dalla politica, dall’opposizione in particolare, per un progetto che, probabilmente, andrebbe rivisto, corretto ed adeguato alle caratteristiche della città.
“Siracusa Protagonista”, che senza mezzi termini, domanda se “è troppo chiedere le dimissioni dell’Assessore al ramo?”, invita l’Amministrazione comunale “a controllare se tutti gli atti propedeutici sono stati consumati e nel frattempo ad interrompere la realizzazione di queste orribili piste ciclabili che stanno facendo ridere non solo tutta la città, ma tutti coloro i quali le stanno vedendo”.
Alota, Basile, Castagnino e Vinciullo si affidano, poi, a madre natura. “Se sole e pioggia non interverranno a cancellare questi orribili tracciati” – chiosano – “tutto il mondo ci sommergerà con una risata generale”.
Non è da meno l’ex consigliere comunale Michele Mangiafico che, sin da quando venne approvata la delibera, il 29 maggio 2020, aveva espresso perplessità sul progetto delle corsie ciclabili e che, adesso, ne propone la revoca.

“Meglio un numero inferiore di chilometri” – scrive – “ma infrastrutture sicure al servizio della mobilità”. Per Mangiafico sono almeno tre i motivi che hanno dato l’input alla valanga di critiche:
1) la mancata sicurezza, perché “solo una striscia gialla segna i limiti della pista”. 2) la posizione ai lati della carreggiate dove “spesso e volentieri si deposita l’acqua piovana formando pericolose pozzanghere, cui si aggiungono preesistenze sul tracciato scelto dall’Amministrazione comunale come caditoie e tombini”.3) la grandezza delle strade. “A Siracusa” – evidenzia l’ex vice presidente del Consiglio comunale – “non abbiamo carreggiate così larghe che permettono di sacrificare un pezzo di strada”. Qui il riferimento è soprattutto al viale Teracati.
E, in verità, chi ha memoria storica ricorderà, certamente, che negli anni ’70, le carreggiate di viale Teracati vennero ampliate, mediante l’esproprio di spazi dei condomini, giacchè la strada risultava, ormai, inadeguata all’aumento del traffico veicolare.
A distanza di 40 anni, con il traffico veicolare che, in viale Teracati, ha subìto un incremento esponenziale, l’ultima cosa da fare era, quindi, il restringimento della strada!

“Scelta giusta e di civiltà ma così fatte si uccide la viabilità e la città”.Questo il commento di ArticoloUno.
“A rischio così la mobilità elementare, a rischio la sicurezza, a rischio un minimo di protezione civile” – sostiene Pippo Zappulla – “la rete delle corsie va completamente rivista prendendo atto” – aggiunge – “che non tutte le vie possono essere attrezzate per contenere contemporaneamente la circolazione pesante e quella ciclabile”.

Da Palazzo Vermexio, comunque, c’è la disponibilità ad accogliere idee e suggerimenti e, riguardo alle polemiche sul viale Teracati, “abbiamo portato la strada da due corsie di tre metri” – ha detto l’assessore alla mobilità, Maura Fontana a Tris Telegiornale – “a una di quattro ad unica corsia”.
Le piste ciclabili, 23 chilometri in tutto, collegheranno la zona alta con la pista ciclabile “Rossana Maiorca” e con il centro storico.
Il progetto è finanziato dal cosiddetto “Decreto Rilancio”, del governo nazionale, che punta a rafforzare le misure di prevenzione anti Coronavirus ed incentivare la mobilità sostenibile individuale.
(fotocopertina: fermo immagine Tris Telegiornale)

