Siracusa, città d’arte e cultura … ma anche ad alto rischio sismico. Non dimentichiamolo!

Avviare una capillare campagna di informazione e formazione sulla gestione del pericolo in caso di calamità naturali, per abituare i cittadini ad adottare comportamenti idonei nell’affrontare la situazione di pericolo.

E’ la legittima riflessione di Damiano De Simone, dopo quei dieci secondi di ieri sera, quando alle ore 21.27, il terreno ci è ballato sotto i piedi ed il grande panico che ne è seguito in tutta la città.

“Il nostro territorio, come risaputo” – scrive il presidente della Consulta civica – “si colloca in una zona a rischio sismico, indicata col nome di Faglia Ibleo Maltese”, cosa che dovrebbe essere sempre ben presente nell’agenda di chi amministra la città e che dovrebbe rappresentare, sempre e comunque, una priorità, visto che ne va della tutela della vita di tutti.

Eppure, a 30 anni dal terremoto della notte di Santa Lucia, perplessità ed interrogativi ce ne sono ancora tanti segno che, evidentemente, si è lavorato male e ci si basa,ancora, sulla improvvisazione.

“I cittadini sono stati messi a conoscenza delle aree di attesa, o raduno, in prossimità delle proprie abitazioni? E’ stato avviato il controllo delle condizioni di sicurezza e agibilità degli immobili civili, con particolare attenzione nelle zone storiche, come Ortigia e Borgata? Queste alcune delle domande che  pone Damiano De Simone, anche alla luce del recente aggiornamento del Piano Comunale di Protezione civile.

Sarebbe opportuno, insomma, che si agisse in tempi rapidi ed in modo serio per abituare la gente a convivere anche con il rischio sismico e non affidarsi solo (come in questo ennesimo caso!) alla protezione di Santa Lucia!

(foto: repertorio internet)

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