Con un drone, strumento ormai entrato nel nostro vivere quotidiano, si può fare proprio di tutto e c’è, persino, chi ha pensato di utilizzarlo … per introdurre telefoni cellulari nel carcere di Cavadonna.
Proprio così. Due giovani sono stati, infatti, sorpresi da una pattuglia della Squadra Mobile di Siracusa, mentre armeggiavano con uno di questi strumenti di moderna tecnologia, in una strada parallela alle mura di recinzione della casa circondariale.
Gli agenti, insospettiti dalla presenza di una Smart, hanno fatto un giro di ispezione e si sono imbattuti in quei due ragazzi, che avevano tra le mani un drone di grosse dimensioni, nella cui parte inferiore erano agganciati quattro cellulari con scheda prepagata.

L’intento, certamente, era quello di fare alzare in volo il dispositivo e fargli sganciare i telefoni all’interno del carcere dove, qualcuno li avrebbe, poi, recuperati.
A fare saltare i programmi sono stati, però, i poliziotti, che hanno sequestrato sia telefonini che drone e denunciato i due giovani, un 26enne ed un 20enne, ambedue originari di Catania.
(foto: il drone sequestrato dagli agenti)
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