Sanità. Ugl: stabilizzare con la Legge Madìa i precari delle Aziende sanitarie ed ospedaliere

Stabilizzare i dipendenti che hanno avuto rapporti di lavoro con contratto a tempo determinato con il Sistema Sanitario Regionale.

Lo hanno chiesto formalmente a tutte le Asp siciliane ed alle Aziende Ospedaliere, Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri, rispettivamente segretario regionale e segretario regionale dei medici della sigla sindacale Ugl.

In pratica, si tratterebbe di dare applicazione alla “Legge Madìa” nei confronti dei precari che ne hanno maturato i requisiti, anche per evitare, poi, una pioggia di contenziosi.

“Ci sembra un gesto di buon senso suggerire questo passaggio” – sostengono i due esponenti della Ugl siciliana – “affinchè venga data finalmente dignità a questi lavoratori (si stimano un centinaio di professionisti) che sono parte integrante ed essenziale del sistema stesso”.

La richiesta di Urzì e Lanteri non nasce a caso, perché parecchi giudici, tra gli ultimi anche quelli del Tribunale di Messina, si sono, già, espressi in tal senso.

A dire il vero, come premettono i due firmatari della nota, ci sono strutture locali che si sono adeguate ed hanno provveduto a stabilizzare i propri precari, ma ne restano ancora tante che, invece, devono ancora procedere.

Da qui, quindi, l’iniziativa della Ugl che auspica una accelerazione sull’intero territorio siciliano, da parte delle Aziende sanitarie ed ospedaliere, “indispensabile” – concludono Urzì e Lanteri – “per l’eliminazione di un vulnus dando a chi ne ha pieno diritto la stabilità che la normativa impone”.

(foto: da sinistra R. Lanteri e C. Urzì)

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