Ragusa e Modica piangono Stefano e Orazio, due giovani vite spezzate da un destino crudele

Stefano Pagano e Orazio Iabichino, due ragazzi che non si conoscevano, ma che vivevano a poche decine di chilometri di distanza: il primo a Ragusa, il secondo a Modica.

Due ragazzi, accomunati dalla giovane età: 21 anni, dalla voglia di vivere e, purtroppo, da un destino crudele che li ha strappati prematuramente ai loro cari.

Due vite spezzate in due incidenti stradali autonomi, a distanza di 48 ore l’una dall’altra: quella di Stefano Pagano, all’alba di domenica in via Archimede, nel capoluogo ibleo. L’auto su cui viaggiava da passeggero si è schiantata contro una recinzione in ferro. Stefano, del quale questa mattina si sono celebrati i funerali nella Cattedrale di San Giovanni, era già stato provato duramente dal destino, per avere perso la madre che, adesso, ha raggiunto Lassù, unendosi in un abbraccio eterno.

Una morte assurda anche quella di Orazio Iabichino, che ha concluso il suo percorso terreno poco prima delle 9 di oggi, in contrada Zappulla-Gisana, a Modica.

Il ragazzo era a bordo di un trattore, guidato da un amico, quando, per cause ancora da chiarire, è caduto giù. Un incidente banale che, considerata la bassa velocità con cui si muove quel genere di mezzo agricolo, poteva essere assolutamente indolore, ma un destino beffardo ha voluto che Orazio battesse la testa con violenza. Inutile l’intervento dell’elisoccorso per il trasporto al “Cannizzaro” di Catania.

Stefano ed Orazio, due giovani della provincia di Ragusa, ai quali la vita avrebbe dovuto sorridere ancora e a lungo, due ragazzi che avrebbero avuto tutto il diritto di fare le loro esperienze, mettere su famiglia, realizzarsi nel lavoro, mettere al mondo dei figli da crescere ed educare.

Evidentemente, però, nel Regno dei Cieli servivano altri due Angeli e la bontà d’animo e le doti morali che Stefano ed Orazio hanno dimostrato di avere in terra, hanno fatto sì che fossero loro due i prescelti.

 Che le loro anime, da Lassù, possano consolare il dolore di quanti, quaggiù, ne piangono la prematura scomparsa.

(foto: da sinistra, Orazio Iabichino e Stefano Pagano – repertorio internet)

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