
Hanno superato quota cento i pazienti Covid curati con gli anticorpi monoclonali all’ospedale “Cannizzaro” di Catania, ed è una cifra importante, perché rappresenta un terzo delle somministrazioni effettuate in Sicilia che, alla data del 3 giugno, erano intorno ai trecento.
Un lavoro di squadra quello del “Cannizzaro”, frutto della collaborazione con il Commissario per l’emergenza Covid, dott. Pino Liberti, e l’UOC di Farmacologia Clinica del Policlinico di Catania, diretta dal prof. Filippo Drago, e che fa leva sull’organizzazione dell’Azienda e sul rapporto con il territorio.

Fondamentale, come spiega il direttore generale dell’Azienda Cannizzaro, dott. Salvatore Giuffrida, la sinergia con i medici di base e con le Usca, che ha permesso il tempestivo scambio di informazioni nell’individuazione dei soggetti da trattare.
“Si è poi rivelato particolarmente utile” – aggiunge il manager del Cannizzaro – “il supporto di Croce Rossa Italiana nell’accompagnamento dal domicilio fino all’ambulatorio dei pazienti da trattare, che essendo positivi richiedono un trasporto protetto”.
Soddisfatto per i risultati ottenuti dal “modello Cannizzaro”, il direttore dell’UOC Malattie Infettive, dott. Carmelo Iacobello, che sottolinea come nessuno dei pazienti ha avuto necessità di essere riconverto, sebbene si tratti di “soggetti con seri fattori di rischio: prevalentemente obesità, cardiopatie, patologie respiratorie e nefropatie”.
“Inoltre” – prosegue Iacobello – “grazie al follow-up abbiamo potuto apprezzare una rapida attenuazione o addirittura scomparsa della sintomatologia Covid già nelle prime 48 ore”.
(fotocopertina: archivio Azienda Ospedaliera “Cannizzaro”)
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