“Zaratustra” e “Il giocone” alla radio, “La pentapoli” e “Una domenica così” in televisione, passando per “Le Polveri di Auschwitz” ed il “Premio Carlo Capodieci”.
Sono alcune delle invenzioni artistiche di Armando Greco, giornalista, editore e poeta, del quale oggi ricorre l’undicesimo anniversario della morte.
Tra i primi a tenere a battesimo la cosiddetta “radio popolare”, Armando Greco, con le sue trasmissioni e le sei gag ma, soprattutto, con il suo linguaggio semplice, a volte un po’ colorito, è uno di quei personaggi che hanno scritto la storia della radio e della televisione libera a Siracusa.

Sempre pronto a dare voce alla gente “a microfono aperto”, ad aiutare i più deboli ed a spendersi in prima persona nell’organizzare iniziative a favore di anziani ed ammalati, diede vita a “Voce amica”.
Si trattava di una associazione non lucrativa che si finanziava con il libero contributo degli ascoltatori e che, a titolo volontario e gratuito, offriva assistenza psicologica, sostegno morale e, spesso anche economico, ai bisognosi.
Tra le tante iniziative a carattere sociale intraprese da Armando Greco, ricordiamo la no stop radiofonica, insieme a Zabo, su Radio Siracusa International, organizzata per raccogliere fondi da destinare ad una bambina (oggi 50enne) che necessitava di un delicato e costosissimo intervento di chirurgia maxillo-facciale.

Obiettivo brillantemente raggiunto, grazie alla capacità di aggregazione che aveva la sua radio ed al buon cuore degli ascoltatori di quella che, dagli “snob di allòra”, veniva definita “radio intennescio” ma che, in fatto di umanità e solidarietà, non era certo, seconda a nessuna!
E il presepe vivente alla Balza Acradina? Anche quella fu una invenzione di Armando Greco che, per un paio di anni, animò le festività di Natale dei siracusani e che, poi, come tutte le cose siracusane, andò via via scemando.
E “Le Polveri di Auschwitz”? Una raccolta di toccanti poesie sui deportati nei campi di concentramento. Certamente non un’opera di poco conto, visto che, con quel libro, Armando Greco entrò nella cinquina del “Premio Viareggio”!
Un figlio di Siracusa, insomma, un “giornalista purosangue”, come ebbe a definirlo il compianto Corrado Cartia, che merita di essere ricordato ben oltre il giorno dell’anniversario della sua dipartita ed al quale, come scriviamo noi, ormai da tanti anni, potrebbe essere intitolato il piazzale sotto “Torre Zeta” in viale Zecchino.
Quel viale Zecchino che ha rappresentato la “zona operativa” delle sue imprese, radiofoniche e televisive, e dove ha vissuto con l’anziana mamma Clementina e la sorella Liliana, fino a quando la malattia, contro la quale ha combattuto a lungo, lo ha strappato alla vita terrena.
(foto: tre immagini di Armando Greco)
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