“Il presidente Musumeci prenda atto del fallimento e rassegni le dimissioni liberando la Sicilia ed i siciliani dal governo più inconcludente della storia regionale”. Lo ha dichiarato il segretario reigonale del Pd e deputato all’Ars, Anthony Barbagallo, subito dopo il voto favorevole di Sala d’Ercole al ddl di rinvio delle elezioni di secondo livello nelle ex Province.
Un sconfitta non certo indolore per la maggioranza e per lo stesso presidente della Regione che, delle ex Province, aveva fatto un punto cruciale del suo programma elettorale.

“Sulle province” – aggiunge Barbagallo – “abbiamo assistito all’ennesima ‘debacle’ del governo regionale dopo quelle di altre riforme fondamentali quali sono quelle dei rifiuti e dell’idrico”.
E sulla vicenda interviene anche la parlamentare della Lega, Marianna Caronia, che ha annunciato la presentazione di un disegno di legge per l’elezione diretta sia del presidente della Provincia che del Consiglio provinciale.
L’on. Caronia intende, inoltre, proporre la riduzione del numero di Consiglieri e l’introduzione della doppia preferenza di genere, “in modo che anche in questi organi” – ha spiegato – “si possa lavorare con l’obiettivo della parità di rappresentanza per entrambi i generi”.
Niente elezioni, dunque, il 22 gennaio 2022 ma, probabilmente, stop anche ai commissariamenti, e via libera, in via temporanea, all’insediamento delle assemblee dei sindaci che potrebbero, così, prendere parte all’amministrazione attiva degli Enti. Questo, almeno, prevede un emendamento presentato dal capogruppo del Pd, Giuseppe Lupo.
Una soluzione temporanea per chiudere la lunga stagione dei commissariamenti che, però, con l’aria che tira, potrebbe paradossalmente aprirne una nuova, sempre all’insegna delle incertezze e dell’attesa di una riforma che si aspetta, ormai, da quasi 9 anni.
(foto: archivio siracusa2000)
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