
Sono stati confermati i timori espressi negli ultimi giorni, dal presidente Musumeci, circa il cambio di colore della regione e, infatti, oggi, il ministro Speranza ha messo nero su bianco: da lunedì Sicilia in “zona arancione”, insieme ad Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Piemonte.
Colpa dei no vax, come sostiene Musumeci, che occupano il 77% delle terapie intensive; disorganizzazione, invece, per il capogruppo del Pd all’Ars, Giuseppe Lupo.
Rincara la dose il segretario regionale del partito di Zingaretti, Anthony Barbagallo che punta l’indice sulle promesse non mantenute sull’aumento dei posti di rianimazione in Sicilia.
“Dobbiamo questa condizione al governo Musumeci” – dichiara – “che in un anno non è riuscito a realizzare le terapie intensive, come al solito promesse non realizzate”. Oltre che Musumeci, Barbagallo chiama in causa anche l’assessore Razza. “Ha fatto meno di niente” – evidenzia – “per aumentare le terapie intensive, incrementare il personale medico e sanitario e coinvolgere i medici di famiglia”.
E che dire della situazione dell’edilizia sanitaria in Sicilia? Appalti bloccati ed ospedali in sofferenza. “Su 79 cantieri aperti” – conclude Barbagallo – “solo meno del 10% sono quelli completati”.
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