Riceviamo e pubblichiamo. Randagismo, meno male che a Francofonte ci sono i volontari

La legge 3 luglio 2000 n. 15 della Regione Siciliana vara la “Istituzione dell’anagrafe canina e detta le norme per la tutela degli animali da affezione e la prevenzione del randagismo.” Per quanto concerne gli obiettivi, la normativa regionale siciliana, sembra proporsi finalità notevoli, muovendosi in qualche misura su un terreno più ampio di quello teso alla sola attuazione della legge quadro del 1991.

Fa, infatti, correttamente riferimento non solo alla protezione degli animali domestici e d’affezione ed alla tutela della loro condizione di vita, ma anche “all’educazione al rispetto degli stessi”, sostenendo “gli interventi finalizzati alla tutela della salute umana ed animale, alla salvaguardia del territorio, al riequilibrio ambientale ed alla prevenzione del randagismo”.

Alla realizzazione di tale progetto sono espressamente chiamati gli enti locali (Comuni e Liberi Consorzi Comunali-ex Province), nonché le strutture sanitarie, anche avvalendosi della collaborazione delle associazioni protezionistiche o animaliste.

L’anagrafe canina è di competenza delle Asp, le quali, di concerto con i Comuni, sono altresì chiamate ad attivare appositi ambulatori veterinari atti ad eseguire le operazioni di anagrafe, vaccinazione e sterilizzazione.

Compete alle stesse strutture sanitarie ogni ulteriore attività di “schedatura”, nonché la tenuta dei registri ove viene inserita la popolazione canina identificata.

A Francofonte, per misteriosi motivi, l’attuale amministrazione, che bene aveva iniziato dando seguito alle attività sviluppate dalle precedenti amministrazioni, ha successivamente sospeso ogni attività di prevenzione, creando di fatto un pericoloso immobilismo nei confronti del fenomeno del randagismo.

Solo l’attivismo delle Associazioni animaliste ha potuto accompagnare ed affrontare la difficile situazione in cui versa la popolazione canina randagia della città, che consta di circa duecento animali, tutti dotati di microchip e sterilizzati grazie al servizio convenzionato dall’Asp.

Tra l’altro, si riesce a fatica ad ottenere anche le razioni per alimentari gli animali. Ed ancora, tutta la parte burocratica relativa alle certificazioni e alle spese sanitarie sono totalmente a carico dei volontari delle associazioni animaliste, che si impegnano, inoltre, nella continua ricerca di persone disposte ad adottare i cani.

A queste lodevoli iniziative si dovrebbe fare seguito con un intervento strutturato, nel quadro delle leggi sopracitate, visto che la tematica andrebbe affrontata con una certa urgenza, facendo seguito ad un recente episodio di un attacco di randagi ad un gregge, che ha procurato ingenti danni ad un pastore.

Si potrebbero sviluppare attività comuni tra gli Enti Locali e le Associazioni animaliste come: 1) Campagna di sterilizzazione e collocazione di microchip agevolata per i privati. 2) Controlli a tappeto sul territorio comunale di Francofonte. 3) Individuare una sede per ospitare i randagi. Si potrebbero adattare per tale rifugio i locali dell’ex mattatoio di Contrada Giardinello e i locali dell’ex autoparco comunale, adeguandoli ai requisiti di legge per la tutela della salute ed il benessere degli animali randagi. In chiusura, ringraziamo il quotidiano impegno dei volontari delle associazioni animaliste che fin qui hanno dato del loro meglio, per sopperire all’assenza delle Istituzioni pubbliche nel settore. (Gruppo Intesa Civica Francofonte)

© Riproduzione riservata