La truffa viaggia sui social, con la diffusione dell’e-commerce è boom. Ecco come difendersi

Sms, messaggi sulle caselle di posta elettronica, su Facebook e su WhatsApp. Sono questi i canali preferiti dai truffatori, che le studiano tutte per carpire la buona fede di ignari consumatori e mettere a segno i loro disegni criminosi.

Quello delle truffe sui social è, purtroppo, un fenomeno in espansione, complice anche la diffusione della e-commerce, come conferma il segretario nazionale del’associazione Codici, Ivano Giacomelli.

“Bisogna fare attenzione ai messaggi che riceviamo” – avverte – “anche quando vengono riportati marchi di note aziende. Spesso, infatti, si tratta di imitazioni. La società citata è estranea alla comunicazione, serve solo per attirare l’attenzione del consumatore e spingerlo a cliccare un link o a fornire dati personali utili a far scattare la truffa”.

L’invito è, quindi, di non farsi ingannare dal logo, ma di controllare ad esempio il testo, la data o il mittente, perché un refuso o un errore possono aiutare a smascherare il raggiro.

Massima attenzione anche agli acquisti di prodotti sui social. “Tutto nasce da un annuncio di vendita di un prodotto ad un prezzo vantaggiosissimo” – spiega Giacomelli – “all’inizio il venditore è disponibile, risponde subito ai messaggi, ma poi, una volta concluso l’affare e incassati i soldi, scompare ed a quel punto iniziano i problemi per il consumatore”.

Anche in questo caso, il buon senso richiede di verificare l’affidabilità del venditore ed utilizzare metodi di pagamento sicuri, che diano la possibilità di bloccare l’operazione nel caso dovessero sorgere problemi.

In ogni caso, al minimo dubbio è sempre bene segnalare tutto alle forze dell’ordine.

(foto: repertorio internet)

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