E’ stata a Catania la prima tappa del tour che la Ugl Sicilia sta facendo nelle nove province dell’isola, per incontrare i lavoratori precari assunti con l’emeregenza covid e in attesa di una proroga fino al 31 dicembre.

La sigla sindacale ha voluto, infatti, attivare un confronto con i lavoratori che, per due anni, hanno prestato servizio e che, con la scadenza dei contratti al 31 marzo 2022, rischiano di rimanere fuori da ogni logica di reinserimento lavorativo.
Dal 1 aprile, come scrivono il segretario regionale della federazione Ugl Salute Sicilia, Carmelo Urzì, l’aggiunto Raffaele Lanteri ed il segretario dell’Unione regionale, Giuseppe Messina, “stiamo assistendo al liberi tutti dove ogni Azienda, interpretando a modo proprio il preciso atto di indirizzo dell’Assessorato regionale della Salute, concede proroghe di varia durata ed attiva procedure diverse utilizzando criteri non conformi a quelli adottati possibilmente anche da un’altra Azienda della stessa città”.
Una situazione anomala e confusa, insomma, per la quale la Ugl chiede l’intervento chiarificatore dell’assessore Razza, attivando la cabina di regia unica di monitoraggio, così come richiesto dallo stesso sindacato, e pretendendo procedure omogenee da parte delle varie Asp del territorio.
Situazione diversa è, invece, quella di medici, infermieri e operatori sanitari che, rispetto agli amministrativi, hanno maggiori possibilità di stabilizzazione nell’arco del biennio 2022-2023.
(foto: archivio siracusa2000)
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