
A mia mamma
M’hai portato per nove mesi
in grembo con la certezza,
che il tuo amore per me, sarà eterno.
E’ capitato purtroppo
che sono nato disabile,
ma io non ho nessuna colpa
l’importante che da te
sarò sempre voluto bene.
E’ questo ciò che importa!
Sono spesso fuori luogo
quando preso dall’allegria,
per accantonare la monotonia
della vita che conduco.
Tu, che sei mia mamma
sai benissimo che ognuno di noi
abbiamo il nostro carattere,
bello o brutto che sia.
Meglio avere un brutto carattere
che una malattia,
sapendo che prima o poi
da te mi strapperà via.
Quanti viaggi abbiamo fatto insieme
quand’ero bambino,
per la mia disabilità motoria
ma son stato sempre pigro,
come tu ben sai.
Adesso sono un ragazzo
e tu, ti prendi cura di me
come fossi ancora un bambino,
per la mia non autosufficienza.
Tutto questo lo apprezzo,
perché l’amore di una madre verso un figlio
non ha confini, non ha limiti, non ha prezzo
(Giovanni Gulino)
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