Un clima primaverile sta salutando il giro esterno della Vara con il Busto Reliquiario di Sant’Agata che, dopo due anni, è tornata a concedersi ai fedeli e alla sua città.
Almeno sette mila, le presenze in Cattedrale, per la “Messa dell’Aurora”, che ha preceduto l’uscita di Sant’Agata e l’avvio della processione, con il lungo bagno di folla per le strade del centro storico.
Una processione composta e meno rumorosa che, evidentemente, ha fatto tesoro delle parole dell’Arcivescovo Lugi Renna, quando ha ricordato il valore spirituale che si deve dare alla festa, la terza al mondo per numero di presenze.

Mons. Renna, nella Omelia di questa mattina, ha voluto sottolineare il valore della legalità, dell’onestà e della dignità, sottolineando l’importanza di portare la croce “ogni giorno”.
“Il rischio di essere cristiani” – ha detto – “non è un abito per i giorni di festa, ma è un impegno quotidiano, come la tuta da lavoro o il grembiule della casalinga”.
Porta la croce chi ha un lavoro precario ma onesto, porta la croce chi resiste al ricatto del guadagno facile ma disonesto, porta la croce chi abita nelle periferie perché vive il disagio della mancanza di servizi che un Comune, in dissesto da anni, non riesce a garantire.
“Non abbiate paura” – ha raccomandato l’arcivescovo – “di rischiare e di puntare tutto sulla fede, sull’onestà, sull’amore per la famiglia e per il futuro dei vostri figli”.
Parole profonde quelle proferite da Mons. Renna, arrivato dalla Puglia poco meno di un anno fa ma che è entrato, da subito, nel cuore dei catanesi per la sua straordinaria umanità e per la sua vicinanza al popolo.
Sant’Agata proseguirà il suo giro esterno fino a tarda notte, poi farà rientro in Cattedrale. Domani mattina, alle 10, il Solenne Pontificale e, nel pomeriggio, dopo la Santa Messa delle ore 16, di nuovo in processione per il giro interno.
(foto: l’Omelìa dell’Arcivescovo, Mons. Luigi Renna)
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