L’Angolo della poesia. L’amicizia: la più bella cosa che ci sia, ma non approfittare dell’amico

Al mio fraterno amico (a Jacopo)

Amico d’infanzia e giovinezza
a te confido tristezza e contentezza,
sono un po’ egoista, lo so
e rispetto nei tuoi confronti
per l’impulsività poco ne ho.

Consapevole del fatto
che un giorno mi manderai a quel paese,
spero di non arrivare mai a questa triste conclusione
ma per non arrivarci non devo far l’approfittatore
e il coglione.

Dice Esiodo:
“Chi smette di esserti amico non lo è mai stato”.
Quando ne approfitto è più che giusto
che sei incazzato.

Nella vita se n’è incontrano
ben pochi di amici come te,
proprio per questo,
mi sento trattato da Re

(Giovanni Gulino)

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