“Il Prefetto si faccia portavoce del problema e riunisca attorno ad un tavolo di concertazione il Libero Consorzio Provinciale, l’Asp di Ragusa, la SRR, l’Ispettorato del Lavoro, l’Ispettorato Agrario, i Sindacati e le Organizzazioni professionali del territorio, al fine di promuovere un’attività di studio per individuare le cause del fenomeno e il metodo di contrastarlo e reprimerlo”.

Lo scrivono il sindaco di Vittoria Francesco Aiello, e l’Amministrazione comunale, in riferimento al fenomeno, che comincia a diventare preoccupante, delle “fumarole”.
Non si hanno, infatti, certezze circa la natura di questi fuochi e non convince l’ipotesi che si tratti solo di sfalci, sterpaglie e cassette in legno perché, come sostengono da Palazzo Iacono, “il fumo nero è troppo intenso e troppo acre perché si tratti solo di questo”.
C’è, inoltre, la consapevolezza che la strada da seguire non sia solo la repressione e che non si debba continuare a colpevolizzare, in maniera indiscriminata, le aziende agricole, perché le cause devono essere cercate altrove.
Oltretutto, le scelte adottate fino ad oggi, cioè la sensibilizzazione della popolazione e le attività di controllo con l’impiego di Vigili Urbani, Polizia provinciale e volontari della Protezione civile hanno prodotto scarsi risultati.
Bisogna, insomma, intervenire in maniera chiara ed incisiva, perché “le conseguenze nocive del fumo nero prodotto e dalla diossina rilasciata dalle sostanze bruciate, intossicano quotidianamente l’aria che respiriamo”.
(foto: il sindaco di Vittoria, F. Aiello. A destra una pattuglia della Polizia provinciale impegnata nei controlli)
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