
Introduzione del salario minimo di 9 euro l’ora per tutti i lavoratori del comparto servizi turistici e ristorazione; controlli e verifiche della Polizia Municipale; ricognizione dei contratti attualmente in essere nel settore, per verificare condizioni normative e retributive.
Queste, in sintesi, le proposte della Cgil, per mettere ordine nel settore, e contrastare lo sfruttamento e il lavoro povero.
“In città” – sostiene il segretario generale, Roberto Alosi – “il turismo è in pieno fermento e costellato da enormi contraddizioni. Se da una parte, come viene narrato, crescono i numeri, aumentano le attività, si moltiplicano gli investimenti, dall’altra, dietro le quinte” – evidenzia – “si nasconde troppo spesso una realtà fatta di paghe da fame, contratti pirata, nero e grigio, orari insostenibili e zero tutele”. E’ necessario, insomma, un cambio di rotta e qui, secondo la Cgil deve giocare un ruolo determinate l’Amministrazione comunale.
“Il Comune, in quanto ente pubblico e istituzione rappresentativa della comunità” – si legge nel documento – “ha piena legittimità ad agire: può e deve stabilire che, per ottenere una licenza commerciale, per poter occupare suolo pubblico o accedere a contributi e autorizzazioni, le imprese del settore debbano garantire almeno 9 euro l’ora, in coerenza con quanto sancito dall’articolo 36 della Costituzione e dalle recenti sentenze della Corte di Cassazione (n. 27711, 27713 e 27769 del 2 ottobre 2023) che richiamano il principio di sufficienza e proporzionalità del salario. È il momento che anche le istituzioni locali facciano la loro parte nella battaglia contro le disuguaglianze, sostenendo con atti concreti chi lavora e fa vivere la nostra città ogni giorno”, conclude Roberto Alosi.
(foto: archivio siracusa2000)
© Riproduzione riservata

