Turismo. Cir, Cin. Sulla carta cambiano gli uffici preposti ma, di fatto, c’è solo confusione!

In questa Regione sembra ci sia qualche spirito folletto, che si diverte, sempre, a complicare la vita alla gente, creando situazioni assurde e paradossali.

Parliamo, per esempio, di turismo e parliamo, in particolare di strutture ricettive, ancor meglio, di privati cittadini ed imprenditori che investono il proprio denaro nel settore, realizzando una casa vacanza, un B&B, un affittacamere e qualsivoglia altra tipologia di struttura ricettiva turistica.

Come sanno bene gli addetti ai lavori, dal 1 settembre 2024 è obligatorio munirsi di CIR – Codice Identificativo Regionale, previa registrazione sul portale dell’osservatorio turistico della Regione Siciliana e, dal 1 gennaio di quest’anno, è scattato l’obbligo del CIN – Codice Idntificativo Naazionale, introdotto dal ministero del Turismo, che si ottiene dopo aver ricevuto il CIR.

E qui, entriamo nel vivo della situazione assurda in cui si è venuta a trovare l’intera Sicilia. A metà marzo, quindi, circa 90 giorni fa, è entrata in vigore la Legge Regionale n. 6/2025, con la quale le comptenze per l’istruzione e la gestione delle pratiche per le richieste del CIR, sono state trasferite dalle ex Province (che da decenni , con i loro uffici e sportelli, si occupano di questa materia), al Servizio Turistico Regionale, ufficio periferico dell’assessorato regionale Turismo che, nel caso di Siracusa, ha sede in Via delle Maestranze.

Piccolo particolare: l’ufficio a cui sono state passate le competenze ( ci riferiamo a quello di Siracusa) non è in grado, anche per l’esiguità dell’organico, a gestire adeguatamente la situazione. Conclusione: pratiche ferme o quasi, code agli sportelli, confusione, poca chiarezza nelle informazioni, utenti disorientati e tutto ciò …. alle porte della nuova stagione estiva quando, cioè, le strutture dovrebbero, invece, essere avviate e pronte ad accogliere i turisti.

E qui, entra in campo Giuseppe Rosano, presidente dell’associazione “Noi Albergatori”, che raccoglie il malcontento dell’utenza. “Non si poteva aspettare la fine di ottobre per rendere esecutivo il provvedimento? Se era così urgente il cambio dell’operatività degli uffici, perché non è stato emanato nel corso della bassa stagione dello scorso anno? E se c’era codesta (immotivata) urgenza perché non è stata predisposta una più coordinata organizzazione? Questi alcuni suoi interogativi, più che legittimi, ai quali, chi ha dato vita a questo caos, dovrà fornire risposte.

Rosano riferisce, addirittura, di alcuni casi di minacce all’indirizzo degli addetti agli uffici STR, dovute ai lungi tempi di attesa che, ovviamente, non dipendono dai lavoratori, ma da questa frettolosa e confusa “rivoluzione” voluta dal governo regionale.

Ed è a Palazzo d’Orleans, segnatamente al presidente Schifani ed all’assessore al Turismo Amata, che il presidente di “Noi Albergatori” chiede di dipanare con urgenza questa matassa, provvedendo “a irrobustire il carente organico dello sportello siracusano in modo da evadere le richieste in tempi più solleciti ed evitare il ripetersi di incresciosi e intollerabili episodi”.

Nel frattempo, e per chiarezza dell’informazione, aggiungiamo che, da parte sua, l’ex Provincia regionale, con il suo ufficio Turismo e con il suo personale, continua ad offrire il servizio, assistendo l’utenza, gestendo le pratiche di registrazione nel portale e quelle per la richiesta del CIR. Ma, anche in questo caso, dalla Regione sembrano non esserci direttive chiare ed univoche circa vecchie e nuove competenze.

Farebbe bene, quindi, il neo eletto presidente della Provincia, Michelangelo Giansiracusa, a prendere in mano la situazione, interpellando l’assessorato regionale Turismo e chiedendo istruzioni per il proprio personale soprattutto perché, in questo clima di confusione ed ambiguità di interpretazioni, con imprenditori esasperati che invocano chiarezza di informazione e minacciano denunce, a rimetterci è l’immagine della Pubblica Amministrazione dell’isola e, in ultima istanza, come accade sempre, la collettività.

(foto: archivio siracusa2000)

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