“Non c’è settore occupazionale, dal metalmeccanico all’amministrativo, che non conosca sofferenza, tanto più che molte aziende non sono più siracusane con tutto quello che questo aspetto comporta. E questo perché molte imprese non sanno non stare capaci di superare la crisi”.
Il segretario generale provinciale della Cgil Franco Nardi analizza, a 360 gradi, la situazione economica ed occupazionale della provincia di Siracusa, in emergenza ormai da oltre un decennio.

Tra le problematiche più recenti, quella che riguarda la sanità e, nello specifico le analisi d laboratorio. “Dalle nostre ricerche” – si legge nella nota – “risulta che non si fa un consuntivo mensile delle risorse per capire quali somme restano disponibili”. E’ servito a poco l’intervento dell’Asp 8, che ha messo a disposizione alcuni punti prelievo, giacché sono risultati insufficienti a contenere la domanda. Un sistema che, secondo Franco Nardi, necessità di un cambiamento di rotta, “perché è concreto” – evidenzia – “il rischio di appesantire oltremodo il sistema sanitario per ricoveri o cure per patologie aggravate dai mancati controlli”.
E c’è, poi, l’altra criticità legata ai tempi di attesa per le prestazioni specialistiche o diagnostiche nelle strutture pubbliche, che inducono il cittadino a fare ricorso ai privati.
E che dire delle condizioni finanziarie delle singole famiglie? “Il tasso di povertà” – prosegue Franco Nardi – “è aumentato del 10%, mentre si sono ridotti esponenzialmente gli ammortizzatori sociali e sono aumentate le restrizioni dei sostegni sociali come il reddito di cittadinanza. E se è vero che i dati riguardanti l’occupazione sono in positivo, è ancora più vero” – conclude il segretario generale della Cgil siracusana – “che si tratta di lavoro povero, ovvero quell’occupazione che non fa uscire dalla fascia di povertà”.
(foto: il segretario generale provinciale della Cgil, Franco Nardi)
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