
Pochi secondi, ma più che sufficienti per diffondere il panico tra le popolazioni della Sicilia orientale. All’alba la terra ha tremato da Catania ai paesi etnei, da Siracusa ai Monti Iblei e alle zone costiere del ragusano. Sveglia anticipata e tanta gente in strada per il timore di una replica, con il pensiero che, in un primo momento, è andato all’Etna che, già ieri sera, si era fatto sentire con una scossa di intensità 3.3.
In realtà, il sisma è arrivato da oltre lo Stretto, esattamente dalla costa jonica calabrese, come riferisce il bollettino dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
5.53 l’ora della scossa, 5.1, invece, la sua intensità, con ipocentro localizzato ad una profondità stimata di 65 km.
Intanto domani, 11 gennaio 2026, ricorre il 333.mo anniversario del terremoto del 1693 che, secondo le fonti dell’epoca, superò i 7 gradi di intensità, radendo al suolo intere città del Val di Noto.
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