
“La sanità pubblica continua a perdere pezzi, la soppressione dell’ambulanza di Riposto, che da sola ha svolto 2.500 interventi nel 2025, e l’indebolimento dei presidi di Mascali e Linguaglossa mettono seriamente a rischio un intero comprensorio che dal mare raggiunge i 3.000 metri sull’Etna”. Lo ha ribadito il sindaco di Riposto, Davide Vasta, ieri pomeriggio, al tavolo dei sindaci del Distretto socio-sanitario ionico-etneo, che si è riunito presso il Palazzo Municipale del Comune di Giarre, ente capofila.
Con Leo Cantarella, sindaco di Giarre e Davide Vasta, sindaco di Riposto, anche i primi cittadini di Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Calatabiano, S. Alfio, Milo, Piedimonte Etneo, Linguaglossa e Castiglione di Sicilia. Presenti anche i rappresentanti del Comitato ionico della scuola e numerose associazioni del territorio, un territorio che grida con forza “no” alla scelta della Regione, di sopprimere l’ambulanza del 118 di Riposto e di demedicalizzare il mezzo di Mascali.
I sindaci dei 10 Comuni del Distretto hanno deciso di stilare un documento unitario che verrà trasmesso al direttore generale dell’Asp di Catania, al Presidente della Regione Siciliana, all’Assessore regionale alla Salute, al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, al Presidente della VI Commissione Salute ARS e, per conoscenza, al Prefetto di Catania, chiedendo l’immediata riattivazione dei servizi soppressi, stante i potenziali e concreti rischi per la salute pubblica. Tutti sul piede di guerra, insomma, uniti per tutelare il diritto all’assistenza sanitaria e alla salute pronti a scendere in piazza in caso di mancanza di risposte.
(foto: la riunione dei sindaci)
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