Ragusa. “Harry” ha messo in crisi l’industria turistica, a rischio imprese e occupazione

Il ciclone “Harry” che si è abbattuto sulla Sicilia orientale, ha provocato pesantissimi danni alle strutture balneari ed al litorale ragusano, devastando tratti di costa, già messi a dura prova dall’erosione marina.

In ginocchio il comparto del turismo balneare a Scoglitti come a Marina di Ragusa, a Donnalucata come a Sampieri, a Punta Secca come a Pozzallo e Marina di Modica. La Cgil provinciale, con il suo segretario Giuseppe Roccuzzo, chiede formalmente un intervento rapido, straordinario e strutturale per mettere in sicurezza l’intero litorale provinciale e creare le condizioni minime per salvaguardare la prossima stagione turistica e garantire continuità occupazionale.

C’è forte preoccupazione, soprattutto, per i lavoratori stagionali, gente che vive in un equilibrio fragile tra mesi di lavoro e periodi di indennità di disoccupazione. Un sistema già precario, come denuncia la Cgil, che non può permettersi interruzioni: “dietro quei contratti” – si legge nella nota – “ci sono famiglie, mutui, prestiti, responsabilità quotidiane”.

Rivolgendosi al Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana, Renato Schifani, Roccuzzo chiede un nuovo incontro urgente con la Struttura Commissariale Regionale: “il territorio non può più attendere è il senso profondo della richiesta, “perché ogni giorno che passa l’erosione avanza, l’economia arretra e” – conclude il segretario della Cgil Ragusana – “il lavoro scompare”.

(foto: dalla pagina FB Andrea Distefano)

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