
Siracusa 1 Catania 1. Alla fine della partita i nostri azzurri sono usciti tra gli applausi del numerosissimo pubblico, presente hanno giocato con “Cuore, orgoglio e appartenenza” un trittico di valori che poche volte si vedono in campo e che pochi calciatori , in situazioni difficili evidenziano. Cuore, orgoglio e appartenenza che anche la Curva Anna e tutto lo stadio hanno manifestato all’ingresso dei nostri calciatori in campo e di cui il presidente Ricci dovrebbe prenderne atto!!!
L”unico settore vuoto era quello degli ospiti rossazzurri perché a causa di scontri, avvenuti negli anni e che si sono sempre ripetuti, la lega, da diversi anni, non consente più alle rispettive tifoserie del Catania e del Siracusa di seguire le loro rispettive squadre in trasferta e chissà per quanti anni ancora si continuerà ad assistere a questa desolazione, che non fa, certamente, bene al calcio e alle due splendide città.
Però non capisco perché detto settore non è stato destinato alla tifoseria azzurra.
Alla nostra squadra non gli si può rimproverare nulla. Hanno giocato la loro più che onesta partita e nonostante il nostro portierone Farroni ci ha tolto al 58° e la 91°,per ben due volte, le castagne dal fuoco, gli azzurri potevano portarsi a casa i tre punti se l’arbitro ci avesse concesso al 94° un calcio rigore che, ad avviso di tanti, c’era, per fallo in area su Gudelevicius.
Una partita per il nostro Siracusa difficile, per alcuni commentatori e opinionisti di fede rossazzurra addirittura proibitiva e di facile soluzione, tenuto conto della differenza qualitativa di organico che c’è fra le due squadre e degli obbiettivi che si prefiggono: Il Catania la serie B e il nostro Siracusa la permanenza in serie C.
Sulla carta tanti ci davano perdenti e, invece, per una volta i pronostici si sono capovolti.
Il Catania in più occasioni è stato pericoloso nella nostra area per andare in goal, ma ha trovato, di contro, un Farroni, peraltro ex del Catania, in grandissima forma che si è posto davanti come una saracinesca. Il divario tecnico delle due squadre si è palesemente evidenziato ma il nostro Siracusa però, specie nella ripresa, ha mostrato più determinazione, più cuore e più voglia di far sua la partita. Il diverso carattere ha controbilanciato i divari tecnici delle due squadre.
Il pareggio è stato un risultato utile più per il Siracusa, che per il Catania,che reduce dalla sconfitta di Sorrento e dal pareggio interno contro l’Audace Cerignola, aveva la necessità di vincere per tentare di diminuire lo svantaggio in classifica nei confronti della capolista Benevento, che, peraltro, ha pareggiato.
Il nostro Siracusa, invece con il pareggio ha smosso un tantino la già deficitaria classifica, grazie alla sconfitta del Foggia contro l’Atalanta U. 23 che ci posiziona al penultimo posto con 23 punti.
Abbiamo affrontato un Catania che, se al momento, si trova in crisi di risultati ,pur tuttavia, rimane sempre una delle principali candidate a vincere questo campionato. Un pareggio che dobbiamo accettare positivamente perchè è fondamentale per il morale, la classifica e la fiducia nei nostri mezzi, specialmente in vista della prossima partita che giocheremo fuori casa a Monopoli.
E’ un risultato prezioso, specialmente se ottenuto in situazioni difficili e contro un signor avversario.
Fatto sta che i quattromila e passa tifosi presenti siamo usciti dallo stadio soddisfatti e orgogliosi per quello che la nostra meravigliosa squadra ha fatto vedere in campo.
Una squadra,ricordiamolo, che sta affrontando due campionati difficili: quello che si gioca in campo e quello che sta giocando fuori dal campo.
Pur tuttavia questo bel pareggio non ci deve esaltare più di tanto e ci deve mantenere con i piedi ben saldi per terra. Dopo la partita contro il Catania,ci rimangono da giocare undici partite , cinque in casa (Casertana, Giugliano, Picerno, Atalanta , Cavese) e sei si fuori casa ( Sorrento, Casarano, Latina, Altamura, Foggia e Trapani).
A mio avviso, queste sono le vere decisive partite che ci sentenzieranno sul campo. Il nostro campionato inizia proprio da queste ultime undici partite,l’ironia della nostra sorte ci dice questo. Dunque se si vuole centrare l’obbiettivo della salvezza, dobbiamo fare punti e vincere tutte le partite in casa,soprattutto, contro le dirette concorrenti alla salvezza, per una eventuale classifica avulsa che ci potrebbe dare una mano di aiuto nel caso in cui andremmo a disputare i play out.
Ma, la partita più difficile da giocare e che deciderà le sorti del Siracusa calcio e, di riflesso, la nostra squadra è quella che si giocherà domani …….il nostro avversario? ll presidente Ricci. E’ lui che deciderà il destino del Siracusa calcio 1924.(Giuseppe Scandurra)
