
La diciassettesima sconfitta, quella di oggi contro il Sorrento, dei nostri azzurri, su ventotto partite fin quì disputate. Un’amara realtà che non ammette discussioni. E’ un’agonia continua per tutti: per noi tifosi, per la squadra e per il mister. Una sconfitta, quella contro il Sorrento se non annunciata, quantomeno prevista per il tragico momento che stiamo attraversando.
Una partita, quella di oggi, inguardabile, sotto il punto di vista tecnico e agonistico. I nostri azzurri per ben settanta minuti, hanno vagato in campo senza mordente, senza idee, al contrario del Sorrento che ci ha creduto ed ha vinto meritatamente.
La nostra reazione, confusionaria per la verità, è avvenuta nell’ultimo quarto d’ora della gara, quando, oramai era subentrata la rassegnazione della sconfitta. Forse lo spettro della retrocessione, dei punti di penalizzazione e delle questioni societarie hanno distorto e preso il sopravvento sulla psicosi della squadra.
Da qui alla fine del campionato, ci rimangono da giocare dieci partite: cinque di queste gare le giocheremo al De Simone: Casertana, Giugliano, Picerno, Atalanta e Cavese , le altre sei le giocheremo fuori le mura amiche: Casarano, Latina, Altamura, Foggia e Trapani.
I nostri azzurri, pertanto, reduci dalla sconfitta di oggi, dalla pesante penalizzazione che si vedranno infliggere giorno ventisei e che li vedrà relegati all’ultimo posto in classifica e con l’ulteriore spettro di vedersi infliggere, da qui al mese prossimo, un ulteriore deferimento e la conseguente, ulteriore, penalizzazione, per i ben noti motivi che tutti conosciamo, gioco forza, si vedranno costretti ad affrontare queste dieci partite col patema d’animo di dover riportare a tutti i costi più vittorie possibili, col morale sotto i tacchi e sfiduciati al massimo; dieci partite che vedremo disputare contro forze impari, soprattutto dal punto di vista mentale e con tanta ansia di prestazione e di risultato.
L’unica cosa certa che mi sento di dire, è che noi tifosi continueremo a dare una mano di aiuto alla squadra e continueremo ad essere il dodicesimo, il tredicesimo e, se occorre, il quattordicesimo uomo in campo. I tifosi aretusei, dobbiamo essere, come lo siamo sin dalla prima partita di campionato, gli indiscussi protagonisti di questa sciagurata stagione. Ci troviamo in una situazione disperata, ma insieme, ci dobbiamo sperare e, soprattutto credere.
Mr. Turati e i suoi ragazzi non saranno mai lasciati da soli, ricordiamoci, che gli azzurri stanno affrontando, contemporaneamente, due campionati difficili: quello che si gioca in campo e quello che stanno giocando fuori dal campo.
Altro non mi sento di dire!!!!!!!! Nonostante la mia veneranda età e la sessantennale esperienza di tifoso azzurro, è una sensazione dolorosa e frustrante, quasi un tradimento silenzioso vedere il mio Siracusa umiliato nel baratro dei bassifondi della classifica e dallo spettro della retrocessione, soprattutto dopo aver investito decenni di passione, tempo, emozioni e, spesso, denaro. Quando si è tifosi da così tanto tempo, la squadra diventa parte della propria identità e della routine. Forza e sempre Siracusa. (Giuseppe Scandurra)
(foto: immagine dalla pagina Fb Siracusa calcio 1924)
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