Ance Sicilia. Speculazioni su costi energia e petrolio, prezzi alle stelle. Russo: aiuti immediati

“I carburanti e il metano che si stanno vendendo adesso risalgono a contratti e stoccaggi precedenti che nulla hanno a che fare con la guerra in Iran cominciata appena una settimana fa” e che “non si giustificano questi prezzi alle stelle”. Lo sostiene il presidente di Ance Sicilia, Salvo Russo, che denuncia l’impennata dei prezzi dei materiali da costruzione e chiede controlli e compensazioni per la categoria.
“Dati alla mano” – scrive – “nell’Isola rileviamo un forte aumento del prezzo del gasolio, che ieri in Sicilia, secondo la rilevazione del Ministero delle Imprese, ha raggiunto 2,05 euro al litro al self service, ma con punte tra 2,10 e 2,20 lungo la rete autostradale e in un caso, a 2,42 euro”.

Quasi un euro al litro in più “rispetto a prima della guerra, che ci avvicina pericolosamente alla soglia di 2,50 euro, a fronte di un aumento di appena il 10% del prezzo del petrolio da inizio anno, e che si traduce inevitabilmente in una maggiorazione del costo dei trasporti”.

Russo ricorda che i costi di gasolio, gas ed energia  incidono notevolmente sui costi di produzione dei materiali come ferro, acciaio, cemento, bitume e, infatti, le ditte fornitrici hanno dovuto caricare questo eccesso di costi, sui loro prezzi di listino.

Le imprese edili siciliane, insomma, avendo fissato il loro lavoro su prezzari stabiliti da tempo e, comunque, prima dello scoppio del conflitto in Iran, si ritrovano a fare i conti con improvvisi rincari dei costi dei materiali, a partire da quelli derivati dal petrolio.

“Purtroppo” – prosegue Russo – “gli effetti di queste speculazioni sulle materie prime sono già pesanti e incidono su tutta la filiera delle costruzioni. Senza un intervento urgente” – conclude – “le imprese siciliane saranno costrette a sopportare da sole gli effetti della guerra con pesanti conseguenze sulla tenuta del sistema e dell’occupazione”.

(foto: il presidente di Ance Sicilia, S. Russo)

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