Si chiude la “Simana dù Sicilianu”, appello dell’AUCLIS: dialetto riconosciuto dall’Unesco

La Simana dû sicilianu si conclude oggi dopo sette giorni di mobilitazione sociale con l’obiettivo di rafforzarne la presenza nel paesaggio linguistico dell’Isola.
In questa occasione, l’AUCLIS – Associazioni Unite per la Cultura e la Lingua Siciliana, in una nota, ha ricordato ai siciliani cinque aspetti chiave.

– Una lingua vera e riconosciuta (ma non in Italia)
Il siciliano è una lingua a se stante, non un dialetto dell’italiano. E’ riconosciuto come tale dall’UNESCO, che lo ha inserito nel suo Atlas sulle lingue del mondo in pericolo, e dall’organizzazione internazionale ISO, ma non dalla legge italiana che, invece, riconosce e tutela varie altre lingue, tra cui il sardo e il friulano.

– Una lingua che rischia di scomparire
Il siciliano è una lingua a rischio di estinzione. Nell’ultima edizione dell’Atlas dell‘UNESCO il siciliano compariva nella categoria “vulnerabile”. Tutte le lingue che entrano in questa categoria proseguono il percorso verso l’estinzione, a meno che non si attuino delle politiche linguistiche che hanno come obiettivo quello di assicurarne la trasmissione alle nuove generazioni e aumentare il numero dei parlanti.

– Una perdita che non è “naturale”
La diminuzione dell’uso del siciliano, lingua florida ai tempi dei nostri avi, non è dovuta (solo) a dinamiche “naturali”. Per oltre un secolo, nelle scuole dell’Isola, parlare siciliano è stato scoraggiato, punito, ridicolizzato. A molte generazioni di bambini fu detto che la loro lingua “non valeva”, che era segno di ignoranza e arretratezza. Questo causò uno stigma diffuso, che scoraggiò nelle famiglie la trasmissione del siciliano ai figli, nella credenza che l’italiano fosse l’unica via per l’ascesa sociale. Pertanto, oggi non siamo davanti agli effetti di cambiamenti spontanei, ma ai risultati di un’ampia repressione linguistica che ha intaccato la percezione della nostra lingua.

– Una lingua varia nel parlato, stabile nello scritto
La lingua siciliana, nel parlato, come ogni lingua (persino quelle ufficiali, cioè riconosciute dalle istituzioni), presenta delle leggere variazioni a seconda della zona. Invece, per quanto riguarda l’uso scritto, tende ad avere, per tradizione letteraria, una elevata uniformità.

– Dieci regole per scrivere in siciliano
La sostanziale uniformità della lingua, tutt’ora vitale e riscontrabile nelle opere dei principali autori contemporanei, si esprime in una serie di regole, adottate anche nel Corso di Lingua Siciliana dell’Università la Manouba di Tunisi. L’AUCLIS diramò l’anno scorso una parte di tali regole mediante un “decalogo”.

A conclusione della Simana dû sicilianu l’AUCLIS ha ricordato a tutti i siciliani che hanno a cuore la propria lingua che non occorre aspettare che siano le istituzioni a muoversi per prime. Le famiglie, innanzitutto, rivestono un ruolo centrale. Per i genitori risultano particolarmente rilevanti i dieci suggerimenti resi noti in occasione della Giornata Mondiale dei Genitori dello scorso anno. 

Identità ed orgoglio sono anch’esse componenti fondamentali, come affermò il famoso linguista Christopher Moseley, già direttore dell’Atlas dell’UNESCO, nel suo accorato messaggio finale in un convegno dell‘AUCLIS: “Siate fieri della vostra lingua, siete gli unici che ce l’avete!”.

(foto: immagini Auclis)

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