Non si è fatta attendere la replica dell’Asp 7 di Ragusa, in merito al presunto caso di ritardata prenotazione di una colonscopia, denunciato da un comitato cittadino e diffuso da alcuni organi di stampa.

Le verifiche eseguite dall’azienda, “consentono di escludere che il caso descritto sia riconducibile al programma di screening oncologico aziendale per il colon retto”. Così la nota.
“Nell’ambito di tale percorso” – precisa l’Asp 7 – “il campione processato è uno, mentre nella vicenda riportata si fa riferimento a tre prelievi: elemento che conferma come l’accertamento sia stato effettuato al di fuori delle procedure standard promosse dall’Azienda. Va inoltre precisato che, in presenza di un esito positivo maturato all’interno del programma di screening aziendale” – prosegue la nota – “il paziente viene preso in carico direttamente dai servizi competenti e richiamato per i successivi approfondimenti, senza necessità di rivolgersi al medico prescrittore per l’emissione di una ricetta di colonscopia”.
L’Asp iblea ricorda inoltre che, nei casi in cui il medico prescrittore indichi per il primo accesso una precisa classe di priorità, il cittadino può richiedere l’attivazione dei percorsi di tutela previsti dalla normativa vigente, così da consentire l’esecuzione della prestazione entro i tempi istituzionali. Nel caso di specie, che prevedeva una classe di priorità ‘breve’, tale procedura avrebbe potuto essere richiesta e attivata secondo le modalità previste.
(foto: la direzione strategica dell’Asp 7)
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