Siracusa. Cavadonna è un “campo di battaglia”, ennesimo grido di allarme dell’Osapp

Non c’è più pace all’interno della casa circondariale di Cavadonna, diventata, ormai, un campo di battaglia, con rivolte quotidiane e personale della Polizia Penitenziaria costretto a ricorrere alle cure degli ospedali. Anche i detenuti, cosiddetti comuni, adesso, hanno cominciato a mostrarsi violenti ed aggressivi, inscenando una rumorosa protesta e sbattendo violentemente le gavette contro le inferriate delle celle.

“L’epicentro della crisi” – torna a denunciare l’OSAPP – “resta il Blocco 25 (Alta Sicurezza), dove i reclusi hanno forzato i blocchi e raggiunto il reparto accettazione. In quel frangente la violenza è esplosa contro il personale: un agente di Polizia Penitenziaria è stato colpito con violenti pugni al volto, mentre un’altra agente è stata travolta dal violento impatto di un cancello di sbarramento che i detenuti le hanno sbattuto contro mentre tentava di chiuderlo”.

Nel mirino dei rivoltosi anche le telecamere di videosorveglianza. “Per quel che ci risulta sapere” – scrivono Argentino e Sommariva – “all’origine dei disordini rimane il malcontento per il divieto di inserire beni deperibili nei pacchi che i familiari portano ai detenuti” .

L’Osapp invoca l’intervento urgente di DAP, PRAP, Prefetto e Magistratura. “Il recente vertice sulla sicurezza tenutosi in Prefettura” – sottolineano – “non ha frenato l’escalation; i detenuti non hanno percepito l’attenzione istituzionale che le loro stesse azioni violente hanno innescato, una sfida aperta che si rivolterà duramente contro i responsabili”. Situazione, insomma, sempre più incandescente a Cavadonna e se non si corre subito ai ripari, prima o poi, ci scapperà l’irreparabile!

(foto: le forze dell’ordine arrivano a Cavadonna)

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