
L’ennesimo episodio di ferocissima violenza consumatosi all’ospedale Cannizzaro di Catania, dove un uomo ha aggredito con calci, pugni e persino con il lancio di una bottiglia d’acqua ossigenata medici e infermieri del pronto soccorso, riaccende con forza i riflettori su una vera e propria emergenza nazionale.
“Siamo di fronte a un vero e proprio bollettino di guerra” – scrive Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale di UGL Salute – “non è più tollerabile che medici, infermieri e operatori sanitari debbano recarsi al lavoro con la costante paura di essere aggrediti, minacciati di morte o fisicamente colpiti mentre svolgono il proprio dovere per garantire la tutela della salute pubblica. La misura è oramai colma e la solidarietà di facciata non serve più a nulla, perché chi aggredisce un operatore sanitario” – sottolinea – “aggredisce direttamente lo Stato ed è arrivato il momento di dare risposte concrete, severe e immediate”.
Per Franco Scaduto, segretario regionale Ugl Salute, “gli ospedali siciliani non possono continuare a essere considerati delle trincee abbandonate al proprio destino, in cui un personale già stremato da organici ridotti all’osso e da turni massacranti si trova anche costretto a fare da scudo umano alle frustrazioni e all’aggressività di soggetti pregiudicati e fuori controllo”.
La UGL Salute ribadisce con forza le proprie storiche richieste, sollecitando le istituzioni ad agire senza ulteriori indugi attraverso il ripristino e il potenziamento dei posti di Polizia con presidi fissi H24 in tutti i Pronto Soccorso e nelle strutture a rischio, la certezza delle pene e l’applicazione rigorosa dell’arresto in flagranza per gli aggressori, l’implementazione di adeguati sistemi tecnologici di videosorveglianza e allarme rapido.
(foto: il segretario nazionale Ugl Salute, G. Giuliano)
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