A sei anni dalla morte, avvenuta il 7 febbraio 2020, il Tribunale di Siracusa ha riconosciuto il Luogotenente di Augusta, Salvatore Legnosecco, vittima del dovere, accogliendo la domanda presentata dalla moglie Assunta Restivo e dai figli Vanessa e Antonino.
La sentenza, pronunciata nonostante l’opposizione dell’Avvocatura dello Stato, riconosce che il tumore polmonare che ha causato il decesso del militare è collegato all’esposizione professionale all’amianto subita durante il servizio e dispone il riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa sulle vittime del dovere, per un valore complessivo di circa 500mila euro tra speciale elargizione e vitalizi arretrati.

Entrato in Marina nel 1975, Legnosecco ha prestato servizio fino al 2017. Per 29 anni è stato imbarcato sulle unità navali della Marina Militare come elettricista e capo elettricista, operando quotidianamente in ambienti caratterizzati dalla presenza diffusa di amianto.
Particolarmente significativo quanto accertato dal consulente tecnico nominato dal Tribunale, secondo cui il militare lavorava a stretto contatto con impianti e quadri elettrici contenenti amianto e trascorreva lunghi periodi a bordo di navi nelle quali sale macchine, tubazioni e sistemi di coibentazione erano ampiamente realizzati con materiali contenenti fibre di asbesto. Un’esposizione prolungata e continua che il consulente ha definito idonea a causare il carcinoma polmonare che ne ha provocato la morte.
La sentenza richiama inoltre un episodio emblematico della sua carriera. Durante un incendio sviluppatosi a bordo della Nave Virgilio Fasan, Legnosecco riuscì a raggiungere la sala quadri e a disattivare gli impianti elettrici contribuendo in maniera determinante al controllo delle fiamme, ricevendo per questo un encomio.
“Questa sentenza” – commenta l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – “restituisce dignità alla memoria di Salvatore e riconosce il dolore di una famiglia che ha perso un marito e un padre dopo oltre quarant’anni di servizio allo Stato”.
(foto: S. Legnosecco con la moglie e i figli)
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