
“Anche la plastica si rompe”: con questo slogan gli studenti universitari di Siracusa hanno lanciato una mobilitazione per denunciare le gravi carenze che affrontano ogni giorno.
La protesta solleva una questione profonda: la reale capacità della città di accogliere la comunità studentesca e di garantire il diritto allo studio.
A Siracusa, come riferisce una nota della consigliera comunale Sara Zappulla, mancano aule adeguate, alloggi accessibili, una mensa e trasporti urbani agevolati. Manca, in sintesi, una rete integrata di servizi essenziali.
La politica locale ha fallito, illudendosi che bastasse trasferire i corsi di laurea per creare una città universitaria, senza una strategia condivisa con l’Ateneo.
“Nel corso della mia esperienza come componente del Senato accademico e vicepresidente del Consiglio nazionale degli studenti universitari” – scrive Sara Zappulla – “ho più volte richiamato l’attenzione sulle difficoltà delle sedi universitarie decentrate, troppo spesso penalizzate dalla distanza rispetto alle sedi centrali e dalla carenza di servizi dedicati agli studenti.
Al sindaco della città, Francesco Italia, si chiede di incontrare subito i rappresentanti degli studenti e di aprire un tavolo con il Rettore dell’Università di Catania.
L’obiettivo deve essere un piano operativo entro fine anno, che risponda alle emergenze attuali e ponga le basi per un sistema strutturale di servizi futuri.
(foto: Sara Zappulla)
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