
Ha avuto l’effetto di un fulmine a ciel sereno, la notizia della paventata cessione della raffineria di Augusta ad una società algerina, battuta dalle agenzia di stampa e rimbalzata su tutti i media. Assolutamente sorpresi i sindacati, che ne hanno avuto comunicazione soltanto questa mattina, dalla Esso italiana, a vendita già avvenuta. In una nota congiunta, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Alosi, Sanzaro e Munafò, con i segretari di categoria Filctem, Felca e Uiltec, pur ritenendo prematuro esprimere giudizi intendono, però, stigmatizzare “il comportamento dei dirigenti aziendali sull’eccesso di riservatezza di tutta questa operazione, che proprio per le modalità con cui è stata condotta” – scrivono – “risulta sospetta”. Le tre sigle sindacali si sono immediatamente attivate presso le rispettive segreterie nazionali, affinchè vengano intraprese tutte quelle azioni “necessarie a comprendere il perimetro, la portata e le ricadute di questa vendita”. Alla raffineria di Augusta è già stato dichiarato lo stato di agitazione e, a breve, saranno avviate le assemblee con i lavoratori.
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