
“Non mi fermerò certo per questa incredibile ed imprevista bocciatura del Consiglio su un argomento di civiltà. Incalzerò amministrazione e burocrazia comunale affinchè il PEBA, previsto dalle norme di legge tuttora vigenti, veda presto la luce anche a Siracusa”. C’è grande amarezza nelle parole di Sergio Bonafede per il no al suo ordine del giorno, presentato in Consiglio comunale, con il quale sollecitava l’approvazione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, che vede il Comune di Siracusa ancora inadempiente. “Più volte negli anni passati” – scrive Bonafede – “l’Amministrazione, della quale Francesco Italia era prima vice-sindaco e ora sindaco, si era impegnata per la redazione di questo piano, previsto dalle norme vigenti e di fondamentale importanza per la vita di migliaia di persone con disabilità. Allo stato attuale, purtroppo” – prosegue – “nulla di concreto è stato ancora fatto e ho quindi ritenuto indispensabile chiedere che il consiglio, espressione diretta dei cittadini siracusani, esprimesse un forte ed inequivocabile atto di indirizzo nei confronti dell’amministrazione comunale”. Insomma una priorità che, a dire del consigliere Sergio Bonafede, non sarebbe stata considerata tale dall’aula, che ha “trasformato la seduta ,in un confronto che con i problemi veri delle persone fragili poco o nulla hanno a che vedere”. “Se l’amministrazione avesse programmato il PEBA” – insiste Sergio Bonafede – “oggi lo avremmo trovato nel piano triennale delle opere pubbliche, e invece non c’è!”. Anche in questo caso, il consigliere dell’opposizione aveva proposto un emendamento, per la destinazione obbligatoria del 10% degli importi incassati annualmente con gli oneri di urbanizzazione per il PEBA. “Alla fine, incredibile ma vero” – conclude Sergio Bonafede – “la mia proposta è stata bocciata e altri consiglieri si sono addirittura schierati contro”.
(foto: archivio siracusa2000. Riquadro Sergio Bonafede)
